Una Giornata per il teatro

Per la prima volta anche l’Italia celebra la ricorrenza

Domani 27 marzo 2010 è la “Giornata mondiale del Teatro”. Istituita quasi cinquanta ani fa (esattamente nel 1961) a Vienna dall’Istituto Internazionale del Teatro, quest’anno per la prima volta vede la partecipazione ufficiale dell’Italia, grazie ad un decreto del Consiglio dei Ministri del 6 novembre 2009.

Il ritardo nell’aderire a questa iniziativa è ancora più colpevole se si pensa che l’Italia è uno dei centri della cultura del teatro nel mondo e ha espresso, nel corso dei secoli, numerosi attori, interpreti e scrittori di elevatissimo livello.

Proprio un italiano, il Premio Nobel Salvatore Quasimodo, è stato una delle prime grandi personalità del teatro e della cultura invitate a mandare un “Messaggio internazionale” con cui sottolineare l’importanza di questa forma artistica nella cultura mondiale. Nel suo “Messaggio” per la celebrazione della IV “Giornata Mondiale del Teatro” (31 marzo 1965) Quasimodo ebbe a scrivere: «L’invito a teatro in questa giornata –– (…) dovrebbe (…) convincere la nuova generazione (aggrappata alle prospettive spettacolari dello sport o alla dispersa vibrazione vocalica delle canzoni) che solo nel teatro troverà il dialogo che definisca la sua probabile sorte fisica. (…). E qui l’uomo va fermato e avvertito: e non nel segno della speranza, ma attraverso la certezza della sua forza spirituale e civile».

Il Premio Nobel siciliano si era rivolto in modo particolare al mondo dei giovani, perché è a loro che la “Giornata mondiale del Teatro” vuole parlare, presentando le possibilità e la forza del teatro quale elevata forma di espressione artistica di alto valore sociale, in grado di rafforzare la pace e l’amicizia tra i popoli, a promuoverne la funzione educativa e sociale, in quanto fattore fondamentale di aggregazione e socializzazione delle varie realtà culturali del nostro Paese.

Quest’anno l’invito è stato rivolto all’attrice teatrale e cinematografica britannica Judith Olivia Dench, che così si è espressa: «Il Teatro è una sorgente di divertimento e di ispirazione e possiede la capacità di unire tutte le popolazioni e le culture del mondo. È oltremodo importante perché ci offre la possibilità di educare e di informare. (…) ma ogni giorno dovrebbe essere considerato, in differenti maniere, come una giornata del teatro, perché abbiamo la responsabilità di perpetuare questa tradizione (…), senza le quali non potremmo esistere».

Lombardia: altri €15 milioni rinnovare il parco auto e furgoni

Il Pirellone promuove due nuovi bandi per togliere dalle strade i veicoli più vecchi ed inquinanti

Si sono aperti mercoledì 17, con la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lombardia, due nuovi bandi con uno stanziamento di 15 milioni di euro per l’acquisto di auto ecologiche in sostituzione di vecchi mezzi inquinanti (10 milioni) e per l’acquisto di veicoli commerciali, sempre in sostituzione di mezzi obsoleti (5 milioni). Si tratta della prosecuzione, con nuove risorse, di due misure già in vigore dallo scorso anno.

“Andiamo avanti – spiega il presidente della Regione Lombardia – con la politica degli ‘incentivi a ciclo continuo’ inaugurata lo scorso anno. Le nostre azioni concrete per diffondere mezzi meno inquinanti e incentivare comportamenti virtuosi si sono rivelate molto efficaci in termini di riduzione delle emissioni inquinanti, come tutti i dati dimostrano. I cittadini hanno inoltre dimostrato di apprezzare e condividere i nostri provvedimenti, tanto è vero che hanno sfruttato appieno le opportunità dei nostri bandi”.

Un terzo bando con nuovi fondi per il 2010 (11,7 milioni), dedicato all’installazione di filtri antiparticolato sugli autobus del Trasporto Pubblico Locale è già stato approvato e sarà pubblicato nelle prossime settimane. Solo nel 2009 Regione Lombardia ha messo a disposizione oltre 100 milioni di euro di incentivi per sostituire le vecchie auto (35,2 milioni) o installare l’impianto a gpl e metano (3,3 milioni), dotare di filtri anti particolato i mezzi commerciali (46,5 milioni) o i pullman privati (2,5 milioni), acquistare mezzi commerciali ecologici (10 milioni) e moto a basso impatto ambientale (3,2 milioni). Questo il dettaglio dei bandi pubblicati ieri.

ACQUISTO AUTO E TRASFORMAZIONE MOTORI – Dieci milioni di euro è la nuova somma stanziata per distribuire contributi a fondo perduto destinati a cittadini con reddito limitato residenti nella zona A1 (area critica) per l’acquisto di vetture ecologiche, con contestuale rottamazione dei vecchi mezzi inquinanti o l’installazione dei filtri antiparticolato e dell’impianto a metano e gpl. L’incentivo è di 3.000 euro per l’acquisto di auto di nuova immatricolazione di classe Euro 4 o superiore delle tipologie: elettrica, ibrida, metano/gpl, bifuel, benzina (con emissione di CO2 inferiore ai 140 g/km). Possono presentare la domanda esclusivamente le persone fisiche (cittadini) in possesso di una automobile di classe Euro 0 benzina o diesel o Euro 1 diesel o Euro 2 diesel, che dovrà essere rottamata per poter usufruire del contributo.

Un milione di euro è a disposizione per la trasformazione delle automobili con l’installazione di un impianto a metano/gpl (auto a benzina appartenenti alle classi da Euro 1 a Euro 4) o del filtro antipatico lato sulle auto diesel. In questo caso l’incentivo è di 600 euro. Il limite di reddito per poter accedere al bando è di 20.000 euro per una persona singola. Se i componenti della famiglia sono due la soglia si alza a 31.400, se sono tre a 40.800.

TRASPORTO MERCI (BANDO FIORINO) – Con un nuovo stanziamento di 5 milioni di euro viene incentivata la sostituzione di veicoli commerciali inquinanti con altri a minore emissione. Il contributo è di 2.000 euro per ciascun veicolo sostituito, previa rottamazione, con uno di nuova immatricolazione (di classe uguale o superiore a Euro 4).

Possono usufruirne le imprese individuali o societarie che abbiano sede legale o operativa sull’intero territorio della Regione Lombardia (quindi non solo chi risiede in zona A1) e abbiano in proprietà autoveicoli di categoria N1 (destinati al trasporto di merci, con massa massima non superiore a 3,5 tonnellate) Euro 0 benzina o diesel, Euro 1 diesel e Euro 2 diesel. Tra i requisiti per poter beneficiare del contributo le imprese individuali o societarie (quindi anche artigiani e commercianti) devono rientrare nella definizione di micro, piccola e media impresa (occupano meno di 250 persone e hanno un fatturato annuo non superiore ai 50 milioni di euro) e non devono trovarsi in condizioni di difficoltà.

MODALITA PRATICHE – Entrambi i bandi prevedono l’utilizzo di un voucher rilasciato con una procedura informatica, da utilizzare entro 60 giorni dall’emissione. La gestione delle due misure è stata affidata all’Aci, che ha anche attivato appositi sportelli telefonici per le informazioni, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 (02-7745246, 02-7745282, 02-7745296).

“Europe must decide now on its response to Greece”

“It is a matter of urgency that tomorrow’s European Council brings clarity and unity in its response to the Greek financial crisis,” said Guy Verhofstadt, ALDE group leader in the European Parliament. “This is not a beauty contest for the perfect monetary response. We don’t have the luxury of time if we wish to stem the negative effects of a lack of an answer to Greece.”

“We have witnessed several weeks of uncertainty, dithering and squabbling between members of the Eurozone over the most appropriate response to Greek debt problems, in particular whether solidarity and stability are compatible. We now need a decision. Member States should approve the Commission proposal and just sign on the dotted line.”

“Incredibly, the public statements of some members of the European Council have fuelled more anti-European sentiment in four days than all the eurosceptics have achieved together in four years.”

“What is needed now is a European instrument that will help bring down interest rates on Greek Government bonds. The current debate in some Member States about financial bail outs for struggling eurozone members is poisoning the atmosphere by repeating the fallacy that Greece needs money. Greece needs our support, not our subsidies. The EU has the liquidity and credibility to support Greece without costing EU taxpayers anything.”

“The irony is that the same countries calling for tougher rules for the Eurozone are the same who argue for weaker rules for governing our economic growth strategy.”

Lena Ek (Centre party, Sweden), ALDE spokesperson on the 2020 economic recovery strategy reiterated her deception at the draft Council conclusions which appear to repeat the mistakes of the past:

“Europe is afflicted by a perfect storm of financial, economic and environmental crises which call for strong and united leadership this week.”

“The Commission and Council proposals for the 2020 strategy remain too weak, perpetuate the errors of relying on the ‘open method of coordination’ and will result in another failed agenda in ten years time. Parliament recently called for bold proposals with binding targets and closely monitored by the Commission. But I see few signs of similar ambitious visions from the other institutions.”

“Transparency and a focus on citizens must be our top priorities when designing our future economic and monetary policies.”

Nuovi servizi cloud online da IBM

IBM annuncia l’attivazione on-line di servizi cloud per le aziende di sviluppo software e test. I nuovi servizi permetteranno alle aziende pubbliche e private di sviluppare e testare le proprie applicazioni sulle infrastrutture IBM, garantendo loro un mix esclusivo di flessibilità, scalabilità, sicurezza e controllo.

IBM ha constatato che l’utilizzo del cloud computing per lo sviluppo e per il test può aiutare a risolvere il problema della bassa efficienza nell’utilizzo dell’infrastruttura di sviluppo. Mediamente, infatti, più del 90 per cento dell’infrastruttura tecnologica dedicata allo sviluppo rimane inutilizzata. Con questi nuovi servizi IBM si propone di contribuire a ridurre i costi operativi del 50 per cento, migliorare la qualità del software e accelerare il ‘time to market’.

Il nuovo servizio Smart Business Development and Test on IBM Cloud offre accesso immediato, attraverso il software IBM e le funzionalità a supporto del ciclo di vita delle applicazioni, a risorse disponibili attraverso il modello IBM di cloud delivery scalabile e sicuro.

Il nuovo servizio permette di ridurre a pochi minuti – contro le diverse settimane oggi necessarie – i cicli di ‘provisioning’ ed i tempi generalmente dedicati ai test ed alla quality assurance. Consente anche di eliminare i difetti del software fino al 30 per cento e di ridistribuire rapidamente gli ambienti tra i diversi progetti informatici.

IBM offre servizi di sviluppo e test attraverso tre modelli di delivery flessibili:

· IBM Smart Business Development & Test Cloud – un servizio su ‘private cloud’, protetto dal firewall del cliente, ma realizzato ed eventualmente gestito da IBM. Il servizio da oggi include funzionalita’ piu’ avanzate per lo sviluppo collaborativo sul cloud utilizzando i Rational Software Delivery Services per il Cloud Computing.

· IBM Smart Business Development & Test on the IBM Cloud – un servizio di sviluppo e test delle applicazioni basato sui Rational Software Delivery Services per il Cloud Computing, messi a disposizione attraverso il cloud IBM sicuro e scalabile.

· Offerte IBM CloudBurst per lo sviluppo e il test – IBM CloudBurst è un set di hardware, storage, funzionalita’ di virtualizzazione e networking preintegrato con un sofisticato sistema di gestione del servizio, che consente ai clienti di installare rapidamente un ambiente cloud privato e interno all’azienda. WebSphere CloudBurst è un dispositivo hardware che distribuisce e gestisce rapidamente i prodotti middleware IBM erogati, attraverso una cloud privata, come immagini virtuali sotto forma di modelli riutilizzabili e personalizzabili.

“Le caratteristiche dei workload implicano diverse velocità e livelli di standardizzazione dei servizi informatici e di business”, ha affermato Rich Esposito, Vice President IT Strategy & Architecture and Middleware Services, IBM. “La standardizzazione è fondamentale per portare disciplina, efficienza e semplicità alle parti più complesse delle grandi aziende”.

IBM è consapevole che non tutti i tipi di task informatici passeranno ad ambienti cloud: per questo aiuta i propri clienti ad identificare i ‘workload’ che piu’ si prestano ad essere erogati attraverso modelli di cloud computing. Alcuni workload rimarranno all’interno delle aziende, mentre altri, tra cui lo sviluppo ed il test delle applicazioni, si prestano ad essere svolti in ambienti cloud.

Per i clienti che hanno bisogno di aiuto nella determinazione dei workload e nella scelta dei relativi modelli di distribuzione, IBM offre i Servizi di Cloud Infrastructure Strategy & Design: sulla base di metodologie comprovate, questi servizi di progettazione offrono ai clienti un ‘cloud blue-print’, fondamentale punto di partenza per progetti basati su cloud.

Nuovi strumenti e risorse per gli sviluppatori

IBM ha annuncia anche Rational Software Delivery Services for Cloud Computing v1.0, una nuova soluzione a supporto dell’intero ciclo di vita del software in ambiente cloud, che include un insieme di prodotti Rational, leader di mercato, aiutando i clienti a trarre vantaggio dall’agilità e dalla fessibilità di un ambiente cloud. I team di progettazione possono collaborare in modo più efficace per sviluppare, testare e installare rapidamente applicazioni di business basate sulla nuova tecnologia.

IBM lancia inoltre un nuovo centro di risorse di cloud computing sul sito developerWorks di IBM, il maggiore centro di risorse tecniche del settore con 8 milioni di iscritti in tutto il mondo tra sviluppatori, professionisti informatici e studenti. Le nuove developerWorks Cloud Computing resources forniscono un punto di accesso unificato ad ambienti cloud beta e di produzione, oltre ad un luogo dove i visitatori possono apprendere come trarre il massimo vantaggio dall’adozione di iniziative di cloud computing.

Il nuovo centro risorse comprenderà articoli sul cloud, video, blog e workshop virtuali con esercitazioni pratiche per i professionisti informatici che si avvicinano al cloud o che sono interessati a sviluppare applicazioni o infrastrutture cloud. developerWorks ospiterà forum sul cloud, blog e community online e fornirà accesso gratuito al software IBM per aiutare gli sviluppatori a familiarizzare con la nuova tecnologia.

Grifone e Mezzaluna

“Il Grifone e la Mezzaluna”: Europa e Turchia tra conflitti storici e voglia di adesione

Carlo Corazza, Direttore della Rappresentanza a Milano

L’Europa non è nata come un club chiuso e esclusivo. Fin dall’inizio ha avuto una vocazione di apertura e integrazione di altri Stati europei interessati, come i sei fondatori, a condividere valori e metodo per risolvere le sfide che il Vecchio Continente si trovava ad affrontare. Già nel 1973 la comunità originaria si allargava a Regno Unito, Danimarca e Irlanda. Appena uscite dai regimi autoritari, Grecia, Spagna e Portogallo, rispettivamente nel 1981 e 1984, raggiungevano il gruppo. Con la caduta del muro di Berlino nel 1989 si apriva una prospettiva di adesione anche per tutti gli Stati dell’Europa centrale e orientale, Malta e Cipro. Dopo l’adesione di Austria, Svezia e Finlandia del 1995, tra il 2004 e il 2007 veniva così sancita la riunificazione del continente europeo.

L’Europa può e deve allargarsi ancora? Rischiando magari di dissolvere la sua spinta aggregatrice? E’ questa una delle grandi questioni aperte per il nostro continente. L’idea di fermarsi e consolidare il patrimonio dell’integrazione, magari approfondendo alcune politiche a chiara vocazione federale, quali la difesa o la politica estera, è una tentazione allettante. Ma che fare allora con gli altri nostri vicini che bussano con insistenza alla porta dell’UE e a cui abbiamo, anche di recente, promesso un onesto processo di possibile adesione? Naturalmente stiamo pensando prima di tutto alla questione turca, e al problema di questo grande Stato a metà tra due continenti con forte vocazione europea che da quasi cinquant’anni ci chiede con insistenza di far parte della famiglia.

Cosa possiamo rispondere? Tra imbarazzo, diplomazia, pressioni USA, convenienze economiche e commerciali e, soprattutto, un occhio attento ai sondaggi d’opinione, siamo sempre stati titubanti. Poi, finalmente, nel 2005 abbiamo deciso, all’unanimità e con il sostegno del Parlamento europeo, di aprire i negoziati per l’adesione. Sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata. E, malgrado alcuni progressi incoraggianti, tra cui varie modifiche alla Carta costituzionale turca e al codice penale, gli ostacoli sorti sul cammino dell’adesione non sono pochi. Da ciò, e anche da crescenti resistenze di buona parte dell’opinione pubblica europea, è conseguita una battuta d’arresto per il processo di integrazione.

Negli ultimi vent’anni la politica estera turca si è rapidamente evoluta rimuovendo alcuni ostacoli all’adesione, tra cui problemi di stabilità interna legati all’azione di milizie separatiste curde del PKK sostenute in parte dagli ayatollah iraniani. La Turchia ha gradualmente raggiunto una posizione di forza in un’area particolarmente strategica, assumendo il ruolo di principale alleato atlantico, decisivo sia sotto il profilo politico che quello militare. Già con il Consiglio europeo di Helsinki (dicembre 1999) le veniva riconosciuto lo status di paese eleggibile per una futura adesione. Eppure, malgrado l’avvio dei negoziati, la situazione è ancora in stallo.

Tra gli Stati membri e le diverse opinioni pubbliche nazionali si sono andati formando due partiti pro o contro l’adesione. I primi ne rilevano i benefici: rafforzamento del ruolo strategico dell’UE in un’area essenziale per gli interessi occidentali, opportunità economiche, paese islamico moderato fondamentalmente laico, pericolo potenziale che la Turchia smetta di guardare a occidente. I contrari sottolineano come la Turchia sia troppo grande, popolata e povera, un paese islamico con valori lontani dai nostri, neppure geograficamente troppo europeo.

Molti argomenti, a cominciare da quello relativo alla presunta estraneità al nostro continente, al carattere confessionale dello Stato turco o al relativo problema dell’integrazione di 70 milioni di musulmani, non reggono a un’analisi seria. Per più di quattrocento anni l’Impero Ottomano ha influenzato gli equilibri geostrategici del continente facendo parte del “grande gioco” tra le potenze europee. Ancora oggi la Turchia svolge un ruolo chiave, vero e proprio ponte tra l’Oriente e l’Occidente, imprescindibile se si vuole sviluppare una politica estera europea autonoma con Iran, Siria, Iraq e altri paesi strategici del medio oriente e Asia centrale. In Europa ci sono già quasi venti milioni di musulmani e integrare la Turchia, molto più laica di alcuni dei nostri Stati membri, sarebbe un segnale positivo anche per i nostri vicini sull’altra sponda del Mediterraneo. Anche sotto il profilo economico, allargare il mercato interno alla Turchia porterebbe molti vantaggi, tenendo conto che le relazioni economiche tra il 1990 e il 2009 sono aumentate costantemente e che il mercato Turco è particolarmente dinamico e ricco di opportunità di sviluppo.

Il vero dilemma sembra essere l’effettiva capacità di un’UE, ancora indebolita dalla crisi e dalle relative pulsioni protezionistiche, di gestire un nuovo allargamento a un grande Paese senza perdere capacità decisionale ed evitare nuovi rischi di disgregazione. In fondo si tratta di fare quello che l’UE ha saputo fare meglio: definire una tavola condivisa di valori nel rispetto delle diversità.

La Rappresentanza della Commissione europea a Milano invita a una riflessione su questi temi attraverso la grande lente della storia in occasione della presentazione del romanzo “Astorre II Baglioni – Guerriero e Letterato”, “Il Grifone e la Mezzaluna” scritto da Alessandra Oddi Baglioni. Il libro narra di alcune delle vicende storiche più suggestive del ’500 ricostruendo la storia di un grande condottiero perugino che muore in nome del cristianesimo e dell’Europa minacciata dall’avanzata dei Turchi. La penna dell’autrice descrive Europa e Turchia come lontane nello spazio e nel tempo, destinate a fronteggiarsi sui fronti opposti di due religioni totalizzanti; eppure, in fondo, anche inevitabilmente vicine; e, forse, destinate a riconciliarsi e cooperare insieme.

Europe’s leading solar tech growth

According to the annual PV market report issued by the San Francisco-based solar energy consultancy Solarbuzz – a division of The NPD Group – Europe is leading the growth in the solar technologies market.

The top three countries in Europe were Germany, Italy and Czech Republic, which collectively accounted for 4.07 GW. All three countries experienced soaring demand with Italy becoming the second largest market in the world. By contrast, Spanish demand in 2009 collapsed to four percent of its prior year level, possibly due to the end of the tax benefits and incentives.

The third largest market in the world was the United States, which grew 36 percent to 485 MW. Following closely behind was a rejuvenated Japan, which took fourth spot, growing 109 percent.

World solar cell production reached a consolidated figure of 9.34 GW in 2009, up from 6.85 GW a year earlier, with thin film production accounting for 18 percent of that total. China and Taiwanese production continued to build share and now account for 49 percent of global cell production. Of total European demand, net cell imports accounted for 74 percent of the total.

The Top Seven polysilicon manufacturers had 114,500 tonnes per annum of capacity in 2009, up 92 percent on their 2008 level, while the Top Eight wafer manufacturers accounted for 32.9 percent of global wafer capacity in 2009.

The excess of solar cell production over market demand caused weighted crystalline silicon module price average for 2009 to crash 38 percent over the prior year level. The reduction in crystalline silicon prices also had the effect of eroding their percentage premium to thin film factory gate pricing.

Looking forward, the industry will return to high growth in 2010 and also over the next five years. Even in the slowest growth scenario, the global market will be 2.5 times its current size by 2014. Under the Production Led scenario, the fastest growing forecast, annual industry revenues approach 100 billion US Dollars by 2014.

“Industry performance in 2009 was remarkable in that it managed to more than fully replace the 2.3 GW demand gap caused by the change in policy in Spain,” remarked Craig Stevens, President of Solarbuzz. “Looking forward, the industry will see a return to high growth, but in a low margin environment. Our analysis demonstrates that a wide range of start-up markets will help offset a slowdown in German demand in the second half of 2010.”

“Nervitt Brianzoeu e Sushi Giappones”

Nel pomeriggio di Domenica 21 marzo 2010, in occasione della Giornata Mondiale UNESCO della Poesia a Villa Greppi di Monticello Brianza, sarà presentato il libro “Nervitt Brianzoeu e Sushi Giappones – 999 Haiku”: una raccolta di 999 proverbi “brianzol-meneghini” scritti in forma di Haiku.

Il libro, edito dall’Opificio Monzese delle Pietre Dure, propone un legame “forte” tra le culture solo apparentemente lontane della Brianza (a suo tempo definita dall’indimenticato Gianni Brera il Giappone d’Italia, per la cultura del lavoro che quasi emblematicamente la contraddistingue) e del Giappone appunto, attraverso la forma poetica nipponica per eccellenza: l’Haiku.

“Nervitt Brianzoeu e Sushi Giappones”: davvero esiste un’affinità cultural-culinaria tra nervìtt & cassoeula e sushi & sashimi? Quale rapporto lega le città di Monza e Tokyo, Merate e Nagano, Cantù e Osaka? E quale arcana relazione sussiste tra l’idioma giapponese e la lingua del sciòr Carletto Porta?

Se mai queste tre domande hanno una risposta, la si troverà scorrendo questi 999 proverbi-haiku, scritti nella cosiddetta lèngoa meneghina (la lèngoa màder di tutti gli abitanti dell’antico Ducato di Milano, e quindi della Brianza).

Un originale libro, questo curato dai brianzoli Renato Ornaghi e Sonia Micheletto (con l’indispensabile aiuto della milanese Arianna Contini per le traduzioni in giapponès), che è davvero uno stimolo a “guardare a oriente” per trovarvi insospettati legami culturali, ma poi soprattutto un invito ai più giovani a mantenere vive le proprie radici, un accorato appello – come sta scritto nelle primissime pagine del libro – a desmentegà minga.

Il Giorno del Pi Greco

Non solo la Festa della Mamma o del Papà, Halloween o la Candelora: anche il Pi Greco (π), una delle più famose costanti matematiche ha la sua giornata. Anzi, due.

π è conosciuto anche come la costante di Archimede (da non confondere con i numeri di Archimede), la costante di Ludolph o numero di Ludolph. Contrariamente ad un’idea comune, π non è una costante fisica o naturale, quanto piuttosto una costante matematica definita in modo astratto, indipendente dalle misure di carattere fisico. π viene definito come il rapporto tra la circonferenza e il diametro di un cerchio, o anche come l’area di un cerchio di raggio 1. Molti libri moderni di analisi matematica definiscono π usando le funzioni trigonometriche, per esempio come il più piccolo numero strettamente positivo per cui sen(x)=0 oppure il più piccolo numero che diviso per 2 annulla cos(x). Tutte le definizioni sono equivalenti.

Il maggior motivo di popolarità del π, però, risiede probabilmente nell’essere l’unica risposta – negativa – ad uno dei maggiori, forse anche il principlae, problema matematico: è possibile quadrare un cerchio, ovvero costruire, con riga e compasso, un quadrato con la stessa area di un cerchio? Pi greco dice di no, non è possibile: nella sua irrazionalità -  π è un numero irrazionale, non può cioè essere scritto come quoziente di due interi – stabilisce a fortiori l’impossibilità della quadratura del cerchio.

Oltre a essere irrazionale, come provato nel 1761 da Johann Heinrich Lambert, pi greco è un numero trascendente (ovvero non è un numero algebrico): questo fatto è stato provato da Ferdinand von Lindemann nel 1882. Questo significa che non ci sono polinomi con coefficienti interi o razionali di cui π è radice. Di conseguenza, è impossibile esprimere π usando un numero finito di interi, di frazioni e delle loro radici.

Il suo valore approssimativo è stato stabilito in 3,14. Secondo la scrittura anglosassone, 3.14: la stessa modalità con cui viene scritto 14 marzo (March 14). Per questo il quattordicesimo giorno del terzo mese dell’anno è stato scelto come Giorno del Pi Greco, in cui in tutto il mondo facoltà di matematica e fisica organizzano manifestazioni, eventi, incontri per festeggiare quella che rappresenta una delle più importanti scoperte del pensiero umano.

Qualcuno si spinge addirittura a iniziare i festeggiamenti alle 13:59, ovvero (sempre secondo la scrittura anglosassone) 1:59, riferendosi alla successiva approssimazione del valore di questa costante, 3,141359.  Valore approssimato, in ogni caso: una rappresentazione numerica completa del π non è ancora stata raggiunta, a dispetto dell’utilizzo di grandi computer ultrapotenti. Le prime 64 cifre del pi greco sono 3,14159 26535 89793 23846 26433 83279 50288 41971 69399 37510 58209 74944 592, come indicato da On-Line Encyclopedia of Integer Sequences, in sigla OEIS, archivio accessibile su Web di successioni di interi.

Proprio questa impossibilità di arrivare ad un valore preciso e definitivo ha portato alla dichiarazione anche di un Giorno dell’Approssimazione del Pi Greco che, ovviamente, non cade in un giorno preciso:  può essere celebrato il 22 luglio (22/7 è un’approssimazione di π nota fin dai tempi di Archimede) ma anche il 26 aprile (o 25 aprile negli anni bisestili), giorno in cui, partendo dal 1° gennaio, la terra percorre un arco di circoferenza pari a 2 radianti, equivalente a 1⁄π volte l’orbita totale intorno al sole. L’istante esatto in cui ciò accade è alle 04:23:41 del 26 aprile, 116° giorno dell’anno. Negli anni bisestili, l’istante esatto è alle 12:02:03 del 25 aprile, 116° giorno dell’anno. Ancora, il Giorno dell’Approssimazione può essere il 10 novembre (9 novembre negli anni bisestili), 314° giorno dell’anno in base al calendario gregoriano o il 21 dicembre (20 dicembre negli anni bisestili): 355° giorno dell’anno, all’1:13 pm, coincidente con il valore approssimato di 355/113 dovuto al matematico cinese Zu Chongzhi.

Living next to high-traffic roads leads to heart diseases

Living near high-traffic roads can cause a hardening of the arteries that leads to heart disease and strokes at twice the rate of those who live farther away.

A study conducted by researchers from USC and UC Berkeley, along with colleagues in Spain and Switzerland, and published this week in the journal PloS ONE is linking automobile and truck exhaust to the progression of atherosclerosis — the thickening of artery walls — in humans.

Researchers used ultrasound to measure the carotid artery wall thickness of 1,483 people who lived within 100 meters Los Angeles freeways. Taking measurements every six months for three years, they correlated their findings with levels of outdoor particulates — the toxic dust that spews from tailpipes — at the residents’ homes.

Findings indicate that artery wall thickness in study participants accelerated annually by 5.5 micrometers — one-twentieth the thickness of a human hair — more than twice the average progression.

The findings show that environmental factors may play a larger role in the risk for cardiovascular disease than previously suspected. Air pollution contributes to the early formation of heart disease, known as atherosclerosis, which is connected to nearly half the deaths in Western societies. By controlling air pollution from traffic, we may see much larger benefits to public health than we previously thought.

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