Tassazione degli immobili all’estero: il Parlamento europeo contro Monti?

Rimuovere tutti gli ostacoli fiscali, ed in particolare tutti i casi di doppia imposizione, all’interno dell’Unione Europea che ricadono ingiustamente sui cittadini UE, impedendo la formazione di un Mercato unico e il miglioramento del livello di competitività delle aziende europee. La rimozione della doppia imposizione viene vista anche come misura atta a migliorare la trasparenza del sistema fiscale, e quindi il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

È quanto ha deciso la Commissione per gli affari monetari ed economici del Parlamento europeo, approvando un documento presentato dal deputato svedese Olle Schmidt, del gruppo dei Liberali e Democratici.

Una presa di posizione che sembra andare direttamente contro l’imposizione degli immobili detenuti all’estero da parte dei cittadini italiani prevista dal governo di Mario Monti nel suo piano definito – alquanto pomposamente – “Decreto salva-Italia”.

Il documento di Schmidt affronta tutti i casi di problemi che i cittadini UE incontrano nell’effettuare investimenti in paesi membri dell’Unione diversi da quello di cui sono residenti. Pur riconoscendo che, al momento, la politica fiscale è appannaggio degli Stati membri e non è una competenza UE, con questa decisione la Commissione affari monetari ed economici manda un chiaro segnale alla Commissione UE ed ai 27 Stati membri: la convergenza fiscale di cui si parla tanto in queste settimane parte dalla necessità di una maggiore trasparenza a favore dei cittadini e questo significa imposizione fiscale unica ed univoca e non sovrapposizione di politiche di prelievo che finiscono con l’impoverire i cittadini e le imprese.

Alla luce di quanto approvato dalla Commissione parlamentare, appare chiaro che il prelievo deciso dal governo italiano sulle proprietà immobiliari negli altri paesi UE è destinato ad essere cassato da parte dell’Unione europea, in quanto non rispondente ai criteri fissati nel documento. Situazione paradossale, se consideriamo che Mario Monti è da anni osannato come ex Commissario UE ed è portato come esempio dell’autorevolezza italiana nell’Unione. C’è da chiedersi come facesse a non sapere che il Parlamento europeo stava lavorando ad un documento che contraddice un punto così importante del piano politico del suo governo.

È sempre più probabile, a questo punto, che nel corso del 2012 Monti sarà costretto a rivedere anche questo punto del suo programma di azione. Si può facilmente immaginare su chi ricadranno le conseguenze della revisione: sulle classi medie e basse, con nuove tasse e imposizioni di vario genere sui beni e sui servizi essenziali – scuole, casa, automobile, benzina.

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2 Responses to Tassazione degli immobili all’estero: il Parlamento europeo contro Monti?

  1. Abbiamo creato un blog per riunire quante più persone possibile colpite da questa ladrata di tassazione al fine di contrastarla. Più saremo più dovranno ascoltare la nostra voce.

    Al momento hanno aderito circa 20 persone tra cui un commercialista (il quale proprio ieri ha pubblicato un interessantissimo post) e un avvocato che ha offerto il patrocinio gratuito nel caso di azione legale contro la p.a.

    Il sito è http://immobiliestero.blogspot.com/

    Unitevi anche voi al coro e PASSATE PAROLA!!!

  2. Federico Baracco (Genova) says:

    Penso sia inevitabile l’abolizione di tale tassa iniqua: per quelli che hanno già pagato ( come il sottoscritto) vale l’art.0: chi ha dato ha dato……..

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