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Piemonte, un progetto per proteggere i pipistrelli

Individuare le colonie di pipistrelli sul territorio regionale, valutarne il valore nell’ambito delle politiche di mantenimento e preservazione della popolazione di questo gruppo faunistico.

Sono i due obiettivi che si è posta la Regione Piemonte con il “Progetto pipistrelli”, avviato dall’Osservatorio Regionale sulla Fauna Selvatica in collaborazione con la Stazione Teriologica Piemontese. Nel progetto è coinvolto anche il Centro Regionale Chirotteri.

Si tratta del primo caso, in Italia, di coinvolgimento del mondo agricolo in un progetto del genere, tendente alla conservazione e protezione di questi animali.

Finalizzato alla gestione delle colonie di chirotteri (il gruppo a cui appartengono i pipistrelli) più rilevanti dal punto di vista numerico, che utilizzino come siti di rifugio edifici rurali o siti sotterranei artificiali di aziende agricole.

In Italia sono 34 le specie di chirotteri segnalate. Almeno 27 sono presenti sul territorio piemontese. Dal punto di vista del numero delle specie, rappresentano ben un terzo del totale delle specie di mamiferi presenti sul territorio regionale.

Il loro ruolo, nell’ecosisstema, è importantissimo e insostituibile: sono i maggiori predatori di insetti notturni, fra i quali anche molte specie moleste o addirittura nocive per l’uomo.

Purtroppo, sono anche uno dei gruppi faunistici più minacciati. Il pericolo, per loro, arriva dall’inquinamento ambientale, la deforestazione, la distruzione delle zone umide: tutti fattori che alterano gli ambienti in cui i pipistrelli vivono, distruggendo allo stesso tempo i punti in cui possono nidificare e riprodursi e le specie di cui si nutrono.

Il “Progetto pipistrelli” ha preso il via nel 2008, con una prima fase sperimentale che ha visto l’identificazione di quattro aziende agricole a cui sono stati dati contributi per mettere in atto misure di protezione specifiche. Il 2009 ha visto un ulteriore allargamento del campo d’azione del progetto. Sono state individuate altre colonie, oltre alla quattro già note, e messe in moto le misure di analisi del loro valore e di protezione degli individui che le compongono.

Le aziende agricole che partecipano al progetto ricevono un attestato di collaborazione e, soprattuo, un contribuor di 500 euro, oltre al rimoborso delle eventuali spese sostenute per adeguare i siti identificati alle necessità del progetto e delle norme di protezione di questi mammiferi.

Alle aziende agricole la Regione Piemonte chiede di collaborare all’acquisizione di informazioni sulle colonie presenti. Un esempio di questa collaborazione è rappresentato dalla segnalazione delle date di arrivo e partenza di queste colonie. Tra le misure più attive, la partecipazione al progetto richiede l’adozione di accorgimenti per minimizzare eventuali disturbi 8rumori, attività o altro) nei pressi dei siti in cui i pipistrelli trovano rifugio.

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This entry was posted on August 6, 2009 by in News, Technology and tagged , .
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