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Eliminazione amianto, Lombardia in orario

Procede a pieno regime, nei tempi e nelle modalità previste, l’attuazione del Piano Regionale Amianto Lombardia, il programma approvato dalla Regione nel 2005, che coinvolge l’azione di tre assessorati – Reti e Servizi di Pubblica utilità (retto da Massimo Buscemi), Sanità (Luciano Bresciani) e Qualità dell’Ambiente (Massimo Ponzoni) – e il cui obiettivo finale è la rimozione completa da tutto il territorio di questo materiale entro il 2016.

Dalla Relazione 2008 (terzo anno di attività del piano) emergono due dati sopra tutti: primo, che la bonifica dei siti interessati dalla presenza di questo materiale e il suo smaltimento riguardano già il 35% del totale; secondo, che il livello di fibre nell’aria è ovunque “trascurabile”, largamente al di sotto della soglia di rischio per la salute dell’uomo.

Il Piano prevede una serie di interventi che vanno dal censimento e la mappatura della presenza di amianto sul territorio (effettuato anche con metodi innovativi come le immagini aeree), all’individuazione dei siti prioritari da bonificare, alle azioni vere proprie di bonifica e smaltimento.

Altro elemento importante è il monitoraggio dei livelli di concentrazione di fibre di amianto dell’aria, che ha mostrato come tutti i valori registrati siano ampiamente sotto i limiti di legge, vicini al minimo rilevabile dagli strumenti (0,02 – 0,07 fibre/litro). Queste concentrazioni sono fino a 100 volte inferiori a quelle misurate nel 1990, quando la presenza di amianto nell’aria era causata dai freni e dalle frizioni delle auto.

La presenza di tetti amianto negli edifici non costituisce dunque di per sé un rischio, perché il rilascio di fibre da queste strutture è pressoché inesistente quando in buono stato di conservazione. Completano il quadro le azioni di tutela sanitaria e di formazione: controllo sulle malattie causate dall’amianto, in particolare i mesoteliomi, su cui esiste uno specifico Registro che monitora i casi di questa malattia; ricerca e sorveglianza sanitaria delle persone esposte all’amianto; aggiornamento del personale delle Asl e dell’Arpa. I risultati delle azioni e il raggiungimento degli obiettivi sono stati unanimamente condivisi dalla Conferenza Regionale Amianto che si è tenuta lo scorso 26 novembre e che ha visto la partecipazione, insieme alla Regione – rappresentata da tre Direzioni Generali (Sanità, Qualità dell’Ambiente, Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile) – di ARPA Lombardia, ASL Lombarde, Unione delle Province Lombarde (UPL), Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) organizzazioni datoriali e sindacali.

La Lombardia è stata la prima Regione a interessarsi del problema amianto: l’introduzione dei primi programmi e, quindi, di un Piano vero e proprio, risalgono addirittura all’inizio degli anni Ottanta. L’amianto è stato un materiale ampiamente utilizzato, soprattutto in edilizia, fino a circa quindici anni fa, quando è stato vietato per la sua pericolosità per la salute.

Al 28 febbraio 2009 sono state censite 28.200 strutture (23.972 private e 4.228 pubbliche) con presenza di amianto. Di queste, più del 35% sono già state bonificate (5.228 pari al 18,5%) o sono in fase di bonifica (4.879 pari al 17,3%).

A supporto del censimento, che prosegue, Arpa Lombardia ha realizzato una mappatura delle coperture in cemento amianto mediante un sensore iperspettrale MIVIS utilizzato per riprese aeree effettuate a luglio e agosto 2007. Da questa mappatura, è emersa una stima complessiva sulla presenza di amianto in Lombardia, pari a circa 2.800.000 metri cubi.

Il monitoraggio dei livelli di concentrazione di fibre di amianto dell’aria viene effettuato attraverso postazioni presenti in tutte le province lombarde. I valori rilevati sono ovunque molto bassi, ampiamente al di sotto dei limiti di legge, in molti casi vicini o addirittura inferiori al minimo rilevabile dagli strumenti.

Da alcuni anni è inoltre in corso il campionamento, effettuato dal Dipartimento di Pavia dell’Arpa, per la ricerca di fibre di amianto nell’area ex Fibronit. Anche in questo caso i valori rilevati sono molto bassi. La ricerca delle fibre ultrafini, effettuata dal 2006, ha dato gli stessi risultati (valori trascurabili).

Nel corso del 2008 è stata completata la bonifica di sei importanti strutture pubbliche: Scuola comunale di viale Brianza (Milano), Stazione Centrale di Milano, Università Statale di Milano, Ospedale Sacco (Milano), Policlinico (Milano) e Ospedale Maggiore (Milano). In applicazioni di parametri nazionali, sono stati inoltre individuati 88 siti prioritari dove effettuare le bonifiche.

Tra questi, il più importante è l’area dello stabilimento ex Fibronit di Broni (nei cui impianti si producevano manufatti di cemento amianto come tubi e lastre per coperture). Le operazioni di messa in sicurezza e bonifica sono in corso. Sono attualmente in fase di istruttoria presso la Giunta Regionale e presso le Provincie istanze di autorizzazione per nuove discariche e impianti di trattamento che potranno costituire modalità di smaltimento alternativa.

E’ in fase di predisposizione da parte della giunta regionale un piano di innovazione tecnologica finalizzato alla individuazione di nuove modalità di smaltimento dei rifiuti contenenti amianto.

E’ stato istituito nel 2007 il registro dei lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto per i quali è prevista una sorveglianza sanitaria che prevede innanzitutto una azione di informazione per i soggetti interessati, oltre che esami e visite specifiche. Sempre dal 2007 le Asl effettuano anche la ricerca attiva di ex esposti.

Nel corso del 2008, 60 tecnici (30 di Asl e ospedali e 30 di Arpa) hanno frequentato un corso di formazione e aggiornamento sulle normative e le attività di prevenzione e controllo legate all’esposizione all’amianto.

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This entry was posted on September 9, 2009 by in Politics.
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