Gli obiettivi dell’Unione Europea per il COP15 di Copenhagen

Un accordo basato su dati scientifici, che sia equo per tutte le parti in causa ma anche ambizioso, e soprattutto giuridicamente vincolante per tutti i firmatari.

Sono i principali obiettivi che i delegati dell’Unione Europea si propongono di perseguire durante le due settimane di incontri ufficiali nella capitale danese. Fino a che punto riusciranno nel loro intento, però, è ancora tutto da vedere. Numerose, infatti, sono le questioni aperte che metteranno a dura prova la capacità negoziale dei rappresentanti UE.

Dal punto di vista scientifico, l’obiettivo è un accordo che limiti il riscaldamento del pianeta a 2°C, valore posto come massimo accettabile, per la continuità della vita come la conosciamo oggi, dalla comunità scientifica mondiale. Il problema che i politici devono risolvere è che questo significa riportare il pianeta ad una situazione pre-era industriale: come dire, ad almeno duecento anni fa. Come farlo, senza che si verifichino sconvolgimenti economici, sociali e politici a livello globale, è la domanda che tutti i leader ed i loro consiglieri si pongono.

La difficoltà di trovare un accordo che soddisfi tutte le parti in gioco – i paesi industrializzati, le cosiddette tigri emergenti dell’economia mondiale (Cina, India. Brasile, per esempio), ma anche i paesi economicamente più arretrati – ha causato l’enorme lentezza con cui si sono sviluppati fino adesso i colloqui preliminari. Nonché le dure prese di posizione di paesi come USA, Cina e, negli ultimissimi giorni, India che hanno di fatto svuotato di contenuti – e di speranze – il COP15.

Le possibilità che l’appuntamento di Copenhagen porti a risultati concreti sono pochissime: dietro la facciata di ottimismo, anche i funzionari e i rappresentanti dell’UE si rendono conto che le chance sono praticamente nulle e nelle loro dichiarazioni si sono da giorni adeguati alla situazione, arrivando a definire Copenhagen solo “una tappa di un processo in evoluzione”.

Quali sono le carte a disposizione per evitare il completo fallimento, che rappresenterebbe una minaccia per l’economia mondiale? L’obiettivo dichiarato dell’UE, a questo punto, è “progredire per quanto possibile sulla strada di un trattato globale e raggiungere un accordo politico che copra tutti i punti chiave” e fornisca le linee guida per la successiva codificazione legale. Se, e fino a che punto, questi obiettivi verranno raggiunti, è presto per dirlo.

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