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Il 2011? Ricco sì, ma di…pericoli

Forse non si ripeteranno i crolli e le “picchiate” borsistiche a ripetizione a cui abbiamo assistito in questi ultimi due anni, ma sarà bene tenere alta la guardia perché i pericoli non saranno pochi e lo stato di salute dell’economia globale rimarrà comunque molto fragile.

È il pensiero di Bill Conerly, ex vicepresidente enior di First Interstate Bank e, attualmente, presidente del consiglio di amministrazione del Cascade Policy Institute nonché consigliere per le questioni economiche di, Ted Kulongoski, Governatore dello stato americano dell’Oregon. Conerly è anche uno dei più quotati ed ascoltati commentatori finanziari ed economici per le principali testate giornalistiche USA, dalla CNN al Wall Street Journal. E la sua idea per il futuro prossimo venturo è che “con questa velocità di crescita, l’economia è destinata a rimanere sotto il suo potenziale ancora per…fino a quando lo sguardo riesce ad arrivare”.

La luce in fondo al tunnel è ancora lontana, insomma. Motivi per essere ottimisti ce ne sono, e tra questi Conerly cita una diversa impostazione della politica economica da parte della Fed, “che ha cominciato a comprendere che la crescita sarà lenta ancora per molto tempo, e che le misure di stimolo non daranno vita a spinte inflazionistiche”. D’altro canto, le decisioni che il board che governa la Fed prenderà nelle prossime settimane, anche sulla spinta di tre nuovi membri favorevoli a misure di stimolo dell’economia, avranno bisogno di tempo per dispiegare tutti i loro effetti positivi sull’economia.

“La mia previsione – afferma l’economista americano – è per una crecita molto bassa per i prossimi tre trimestri, quindi una piccola ripresa. Solo verso la fine del 2011 si potranno avere risultati migliori”. A patto che la Fed, così come le altre banche centrali ed istituzioni finanziarie del mondo, agiscano in fretta, oggi e non domani.

Il rischio maggiore, secondo Conerly, è una possibile crisi del debito in Europa. Ma non l’unico: al contrario, “rischi ce ne sono sempre. Semplicemente, non abbiamo un grande margine d’errore”.

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This entry was posted on August 4, 2010 by in notizie and tagged , , , , .
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