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Rischio Argentina per l’Unione Europea?

Nouriel Roubini, uno dei maggiori esperti nell’analisi economica e delle politiche economiche, lancia l’allarme durante il suo intervento al workshop The European House-Ambrosetti di Cernobbio.
“La politica di contenimento della spesa e di austerità attraverso l’imposizione fiscale attuata dalla Banca Centrale Europea e dalle autorità della Commissione Europea di Bruxelles rischia di causare un’involuzione nei paesi dell’Euro, trasformando una crescita risicata in una recessione profonda. E’ lo stesso ciclo che ha vissuto, e sofferto, l’Argentina a suo tempo”.

La politica di austerità scelta da Bruxelles e Francoforte offre diversi aspetti positivi – in primis, quello di tenere sotto controllo una spesa pubblica altrimenti “pazza” in molti dei paesi che fanno parte dell’Unione Europea e della zona-Euro – ma si presta anche a diversi rischi. Il principale è sicuramente quello di togliere risorse ad un’economia, quella europea, già provata duramente dalla crisi e incapace, al momento, di risollevarsi in modo autonomo senza interventi di stimolo da parte dei governi.

“L’esempio è la Spagna”, dice l’economista che a New York ha fondato e dirige il centro di analisi che porta il suo nome, il Roubini Global Economics (RGE). Il paese iberico viene defnito, da Roubini, in una situazione peggiore di quella di Irlanda, Grecia, Portogallo: “La strada verso il recupero, per Madrid, sarà estremamente dolorosa”, ha ammesso. La fine delle misure di stimolo all’economia che il governo spagnolo ha dovuto decretare, per rispettare gli accordi con la Banca Centrale di Francoforte, comportano uno stato di profonda difficoltà per diversi settori economici: è stata persa competitività nell’industria, c’è una bolla edilizia che minaccia di scoppiare e di travolgere il ceto medio, le banche ed il sistema finanziario hanno problemi gravi, il tasso di disoccupazione è il doppio di quello greco (ed il paese ellenico è generalmente considerato il punto debole dell’euro-zone).

Una situazione che potrebbe espandersi fino a coinvolgere l’intera Unione Europea, se Bruxelles e Francoforte non accettano di scendere a più miti consigli per quanto riguarda gli stimoli all’economia e la stretta fiscale.

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