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Serbia chiama Italia

A pochi giorni dall’approvazione, da parte del Parlamento Europeo, dell’Accordo di Stabilizzazione e Associazione fra UE e Serbia, il Console e Consigliere Commerciale di Belgrado a Milano, Bojan Stevanovic, parla di come procedono le relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi.

“Siamo soddisfatii”, è il suo debutto. “L’Italia è, in effetti, uno dei due principali partner commerciali della Serbia, insieme alla Germania, con la quale ogni anno si contende il titolo di maggior partner commerciale.”

“L’interscambio con il vostro paese – dice il Console – è di circa un miliardo di euro l’anno, più o meno equamente diviso tra import ed export”.

Dici Serbi e subito pensi alla Fiat ed al grande impianto di Kraguievac. Come stanno andando le cose per quel progetto?

“Siamo in dirittura d’arrivo. I primi modelli di Punto dovrebbero uscire dalla linea di montaggio entro la fine del 2011, come da programma”.
Pochi mesi ancora, quindi, prima di vedere le prime Fiat Punto marcate Serbia sulle nostre strade. Il 2011 servirà per disegnare e organizzare la rete dei fornitori locali, punto focale dell’intero progetto.

“non solo automobili, però, non solo Fiat”, ci tiene a far presente il Console. tessile, componentistica, arredamento, sono alcuni tra gli altri settori in cui sono attive le aziende italiane.  “In particolare quelle lombarde, di Como, Lecco e Brianza”, dice Stevanovic.

“Il grande vantaggio che il mio Paese è in grado di offrire alle aziende italiane, è l’accesso diretto ai mercati della Russia, della Bielorussia e del Kazakistan, grazie agli accordi di cooperazione bilaterale in materia di commercio che abbiamo con quei Paesi”. E i cui benefici, ovviamente, vanno a vantaggio anche delle aziende italiane che fanno investimenti produttivi in Serbia.

Cosa deve fare, un’azienda italiana che voglia mettere piede in Serbia?
“Abbiamo diversi servizi a cui un’imprenditore si può rivolgere, a partire dal Consolato Generale di Milano. Inoltre, sempre nel capoluogo lombardo ha sede un ufficio dell’Agenzia per gli investimenti esteri, la SIEPA, che ha anche un programma di sovvenzioni a fondo perduto”.

“Stiamoanche lavorando ad un accordo tra la nostra agenzia per gli investimenti e FINEST e SIMEST, per offrire alle aziende un programma di assistenza in grado di arrivare a coprire fino al 99% delle spese di investimento in Serbia”.

Porte aperte, insomma, per le aziende italiane, in particolare lombarde. Con un occhio di riguardo per quelle di piccole e medie dimensioni.

 

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