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Nesso: paese di lago, economia di terra

La società di oggi ritiene di essere la forma di civiltà umana più complessa nella storia, unica vera interprete della complessità. Una fallace rappresentazione della realtà. Non solo, anche una minaccia alla memoria del passato, che viene rimossa e cancellata. E senza passato non esiste nemmeno una civiltà.

Preservare questa memoria è l’obiettivo di collane come quella della Biblioteca comunale di Nesso, che dal 1996 ad oggi, grazie anche alla collaborazione della casa editrice nodoLibri e alla sponsorizzazione della Banca di Credito Cooperativo di Lezzeno, ha prodotto otto diversi volumi, tutti incentrati su aspetti particolari della vita dei borghi e delle comunità che compongono, oggi, il piccolo comune rivierasco. L’ultimo, in ordine di tempo, è Nesso. L’economia della terra. Le molte forme dell’economia in un paese di lago, di Fabio Cani. La particolarità, in questa occasione, è che il materiale su cui il libro si basa sono i racconti diretti dei testimoni dei fatti e della vita di quegli anni.

Sono loro, infatti, gli abitanti di Riva, Careno, Castello, Coatesa e degli altri borghi, dei Piani e delle Alpi, che hanno portato le testimonianze su sistemi di vita e di lavoro diversi da quelli di oggi, ormai scomparsi, ma che grazie al lavoro di studiosi come Fabio Cani non verranno dimenticati. Testimonianze che raccontano del forte senso di appartenenza ad una comunità, ma anche della stratificazione sociale che caratterizzava Nesso nella prima metà del Novecento. Operai e contadini, due mondi fortemente intrecciati ma ognuno con caratteristiche sue proprie e differenti visioni del mondo e del futuro. Racconti e aneddoti di vita di cinquanta e anche più anni fa, storie di persone e di famiglie che unite fanno la storia di un borgo, di un paese di un territorio e ne costituiscono il patrimonio di vita.

Le pagine del libro riportano in vita modi di dire, parole e termini comuni una volta, che hanno il sapore ed il gusto della storia: ol marusséé, ol fiur, piccasass, piccapreda. Nomi di lavori o di mestieri che hanno anche marcato il territorio trasformandosi in toponimi, in qualche caso arrivando perfino ad assumere un’aura mistica: cos’altro erano i magistri comacini, se non dei piccasass molto qualificati? Ma anche modi di contare particolari, come undici cento lire al posto di millecento lire, o la mancia da la coa, drizz e invers.

Nesso paese di lago, ma la cui vita si svolgeva per lo più in montagna. Sono qui i luoghi che hanno marcato la storia del piccolo paese rivierasco e dei borghi che lo compongono: Colmenacco, Piani di Erno, Alpe di Nesso, Pian del Tivano, Colma di Sormano.

Non che il lago fosse una barriera o un confine, l’ostacolo alla vita ed al lavoro. Tutt’altro, ma il suo ruolo non era quello di fornire i mezzi di sostentamento, bensì di via di comunicazione e di unione tra borghi e persone delle due sponde. Sul lago e grazie al lago avvenivano continui scambi commerciali: pane, latte, formaggio, prodotti in metallo, animali vivi, carbone, legna, pietre per costruzione, erano tante le merci che solcavano le acque del lago in una direzione o l’altra a bordo dei comballi o delle gondole.

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