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Occhiali per viaggiare, nel tempo e nello spazio

Immaginate di passeggiare per una città sconosciuta indossando occhiali speciali che vi mostrano in sovrimpressione tutte le informazioni di cui avete bisogno: ristoranti, farmacie, musei, punti di informazione turistica o quant’altro possiate cercre, anche stazioni di polizia o dei carabinieri. Se siete appassionati di storia, potreste perfino riuscire a  vedere le vie e le piazze esattamente come erano 500 anni prima, sentirvi proiettati nell’atmosfera di allora. O, ancora, di portare speciali cuffie che danno indicazioni utili nel caso abbiate delle disabilità visive.

Sono solo alcuni degli scenari possibili grazie agli sviluppi futuri previsti per il progetto scientifico europeo VENTURI, acronimo che deriva da una strana e complessa trasformazione in sigla del nome completo (immersiVe ENhancemenT of User-woRld Interactions) di un progetto dedicato alla realtà aumentata e coordinato dalla Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento.

Iniziato ufficialmente nell’autunno di quest’anno, con il meeting organizzato nella sede della FBK di Povo (Trento) il 13 e il 14 ottobre scorsi, il progetto avrà la durata di tre anni e riceverà un finanziamento europeo di 3,6 milioni di euro. Con la FBK vi partecipano centri di ricerca e società del calibro di Fraunhofer Heinrich Hertz Institute (Germania), ST-Microelectronics (Italia), metaio (Germania), ST-Ericsson (Francia), e-Diam Sistemas (Spagna), Sony Ericsson (Svezia) e INRIA (Institut National de Recherche en Informatique et en Automatique, Francia).

L’obiettivo principale di VENTURI è sviluppare una piattaforma mobile dotata di sensoristica avanzata e di telecamere – molto potente dal punto di vista informatico e connessa a Internet e a banche dati – che sia in grado di dare un decisivo impulso alle future applicazioni di realtà aumentata.

Oltre alle ormai classiche stime sull’ubicazione dell’utente, che sfruttano ad esempio i sistemi GPS, VENTURI svilupperà e utilizzerà tecniche più avanzate basate sull’analisi in 3D della scena visiva e dell’audio per dare stime senza precedenti sul contesto in cui si sta muovendo l’utente. In questo modo si potranno ricevere informazioni adeguate alla situazione reale e al comportamento di chi utilizza il dispositivo (diverse ad esempio se il destinatario sta correndo sotto la pioggia o se invece è comodamente sdraiato in spiaggia). Inoltre la piattaforma, sfruttando giroscopi e accelerometri, permetterà all’utente di interagire con il dispositivo attraverso gesti naturali e non necessariamente digitando su uno schermo o una tastiera.

“Oggi – spiega Paul Chippendale, ricercatore dell’Unità TeV (Technologies of Vision) al Centro Information Technology della Fondazione Bruno Kessler e coordinatore di VENTURI – aumentiamo già la realtà quando usiamo dispositivi mobili con connessione Internet che ci permettono di accedere quasi istantaneamente alla conoscenza umana globale collettiva, ma stiamo solo sfiorando una piccola parte del potenziale a nostra disposizione. L’obiettivo di VENTURI è creare un nuovo paradigma della realtà aumentata incentrato sull’utente più che sul dispositivo”.

“Al progetto – prosegue Chippendale – partecipano anche l’Istituto francese e l’Istituto tedesco per i ciechi che sono molto interessati a capire come si può utilizzare la realtà aumentata per migliorare la qualità della vita. Uno dei partner sta lavorando all’audio aumentato, altro aspetto molto interessante. Si tratta di cuffie non invasive che traducono alcune informazioni visive in un flusso di suoni. Stiamo quindi lavorando con tipologie diverse di utenti per capire come le nostre tecnologie possano essere utili in situazioni concrete”. In sintesi, gli sviluppi di VENTURI potranno avere innumerevoli applicazioni nel campo delle tecnologie e dei servizi innovativi basati su media intelligenti, adattabili e personalizzati, che favoriscano l’utente venendo incontro alle sue aspettative. Per quanto riguarda la FBK i ricercatori coinvolti nel progetto, oltre a Paul Chippendale, sono Michele Zanin (Unità TeV – Technologies of Vision) e Giovanni Tummarello (Unità WeD -Web of Data).

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