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Svizzera, il Consiglio federale concretizza l’orientamento della strategia energetica 2050

 

Incremento del livello di efficienza energetica, anche attraverso l’ampliamento e il rinnovamento delle reti di distribuzione, sviluppo della produzione da fonti rinnovabili, continuazione nella politica di contenimento delle emissioni di CO2 da parte delle centrali alimentate a carburanti fossili. E poi, ancora, impulso alla ricerca scientifica.

sono le linee guida che il Consiglio federale elvetico ha definito nel quadro dell’azione per riorganizzare l’approvvigionamento energetico nel paese alpino, con obiettivo temporale il 2050.

Sulla base di queste direttive, il Dipartimento dell’energia (DATEC) di Berna provvederà ad elaborare i dettagli della strategia energetica e, entro la primavera del prossimo anno, presenterà al Governo un rapporto sulle relative misure, costi, effetti e possibilità di finanziamento. Successivamente il DATEC elaborerà entro la metà del 2012 un progetto di modifica delle leggi e ordinanze pertinenti da porre in consultazione.

Il 25 maggio scorso il Consiglio federale ha deciso la disattivazione delle attuali centrali nucleari che, al termine del loro ciclo di vita, non saranno sostituite. Nel corso della sessione estiva e autunnale, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati hanno aderito alla decisione di principio del Governo. Negli ultimi mesi, in collaborazione con gli altri Dipartimenti competenti nonché in gruppi di lavoro composti di rappresentanti di Cantoni, Comuni, cerchie economiche, scientifiche, sindacati e organizzazioni ambientali, il DATEC ha preparato le prime proposte in merito a obiettivi, strumenti e misure della nuova strategia energetica 2050.

A garanzia della sicurezza dell’approvvigionamento energetico, il Consiglio federale punta su misure nell’ambito dell’efficienza energetica, energie rinnovabili, centrali elettriche a combustibili fossili, reti e ricerca, che saranno ulteriormente precisate dal DATEC.

Efficienza energetica
Edifici, apparecchi elettrici, industria, servizi e mobilità: tutti questi settori presentano un forte potenziale di risparmio. Tra gli strumenti per raggiungere un migliore livello di efficienza, e quindi risparmiare energia, il Consiglio federale ha indicato accordi sugli obiettivi, incentivi di mercato (bonus di efficienza), bandi di gara concorrenziali, modelli tariffari innovativi, progressi tecnici, prescrizioni più severe e ulteriori sforzi nella formazione, perfezionamento professionale e ricerca.

In particolare, Berna pensa di far ricadere sulle aziende di distribuzione dell’energia elettrica, mediante obiettivi quantificabili, l’obbligo di istruire ed incentivare la loro clientela al risparmio di elettricità tramite la composizione delle tariffe (ad esempio abolendo la tariffa di base per l’utilizzazione della rete o introducendo una tariffa di risparmio della corrente elettrica).

Nei piano che verrà dettagliato in seguito saranno sicuramente presenti una serie di passi già decisi:

  • Edifici: potenziale di risparmio di 13 TWh entro il 2020 e di 28 TWh entro il 2035 per quanto riguarda il riscaldamento nonché di 2 TWh entro il 2020 e di 7 TWh entro il 2035 per quanto riguarda l’elettricità => direttive tecniche, promozione del risanamento energetico degli edifici, formazione e perfezionamento professionale degli specialisti del settore edilizio, consulenze ai committenti.
  • Apparecchi elettrici: potenziale di risparmio di 0,5 TWh entro il 2020 e di un 1 TWh entro il 2035 => prescrizioni sull’efficienza, promozione delle smart technologies.
  • Industria e servizi: potenziale di risparmio di 16 TWh entro il 2020 e di 33 TWh entro il 2035. L’obiettivo di riduzione del consumo di elettricità è di circa 5 TWh entro il 2020 e di circa 13 TWh entro il 203 => accordi sugli obiettivi tra aziende e Confederazione, bandi di gara sull’efficienza energetica, bonus di efficienza. Le aziende ad alto consumo di energia elettrica e che riescono a raggiungere gli obiettivi di efficienza dovrebbero farsi esentare dal pagamento del supplemento per il finanziamento della rimunerazione a copertura dei costi per l’immissione in rete di energia elettrica (RIC).
  • Mobilità: potenziale di risparmio di 4 TWh entro il 2020 e di 11 TWh entro il 2035 => una rete meglio collegata, nuove tecnologie, come ad esempio illuminare strade e gallerie con i LED, produzione di energia nelle infrastrutture stradali.

Energie rinnovabili
La produzione di energia elettrica a partire dalle fonti rinnovabili deve aumentare di almeno 4 TWh entro il 2020 e di 13 TWh entro il 2035. L’attuale sistema di incentivazione mediante la RIC  deve essere adeguato in modo che gli impianti più grandi possano avere la priorità. Inoltre deve essere accorciata la durata della RIC.

Per quanto concerne i piccoli impianti di investitori privati (soprattutto gli impianti fotovoltaici e quelli a biomassa), il Consiglio federale intende dare una nuova impostazione al modello di incentivazione. Il DATEC sta vagliando nuovi modelli come la concessione di aiuti agli investimenti una tantum o il net metering. Si tratta di un meccanismo nel quale il gestore, in un primo tempo, consuma l’elettricità prodotta dal proprio impianto e immette nella rete solo eventuali eccedenze, operando un saldo netto (da cui l’espressione "net").

Allo scopo di accelerare le procedure di autorizzazione, devono essere unificate le prescrizioni cantonali in materia. Le procedure relative alla pianificazione direttrice e di utilizzazione come pure quelle relative all’esame di impatto ambientale devono essere semplificate e svolte parallelamente. Per garantire il finanziamento, i provvedimenti principali riguardano l’aumento del supplemento RIC e l’estensione degli obiettivi di incentivazione. Inoltre occorre potenziare le misure di promozione della geotermia (prestiti a tasso zero, aumento della copertura dei rischi da parte della Confederazione, impianti pilota e di dimostrazione).

Centrali elettriche a combustibili fossili

  • Centrali a gas a ciclo combinato: anche nella sua strategia energetica 2050 il Consiglio federale rimane fedele ai suoi obiettivi in materia di politica climatica. Ciò significa che i gestori di future centrali di questo tipo devono compensare integralmente le loro emissioni di CO2. Dovesse emergere dagli accertamenti del DATEC che le centrali a gas a ciclo combinato sono indispensabili per la stabilità della rete, occorre esigere una maggiore flessibilità delle quote di compensazione di CO2 in Svizzera e all’estero. Il Consiglio federale intende proseguire le trattative nell’ambito del sistema europeo di scambio delle quote di emissioni (ETS), per garantire ai gestori delle centrali a gas a ciclo combinato le stesse condizioni dei loro concorrenti europei.
  • Impianti di cogenerazione: gli impianti di cogenerazione decentralizzati devono produrre elettricità fino a 7 TWh entro il 2035. Mentre le centrali a gas a ciclo combinato forniscono energia elettrica alla rete per tutto l’anno, contribuendo alla sua stabilità, gli impianti di cogenerazione possono produrre energia di banda soprattutto in inverno, quando la produzione di elettricità di origine solare ed eolica è ridotta, fornendo così una quantità di calore utile per il riscaldamento. Devono essere incentivati solo quegli impianti che soddisfano determinate condizioni in materia di rendimento elettrico, sfruttamento del calore, cessione di energia elettrica e limite delle emissioni di CO2 per kWh. Queste condizioni devono ancora essere definite. In futuro gli impianti di cogenerazione devono essere in grado di coprire i loro costi grazie all’introduzione di tariffe di reimmissione di energia elettrica scaglionate nel tempo. Infine occorre stabilire condizioni per la compensazione di CO2.

Reti

Le reti ad alta tensione e le reti di distribuzione di energia elettrica devono essere rinnovate e ampliate. Nel contempo è necessaria una loro rivalorizzazione quali reti intelligenti (smart grid), affinché possa essere gestita la sempre più frequente immissione decentralizzata di corrente prodotta a partire da fonti rinnovabili. Le smart grid permettono un’interazione diretta tra consumatori, reti e produzione. Anche in futuro la Svizzera deve mantenere il suo raccordo alla rete europea, che le garantisce un alto grado di sicurezza di approvvigionamento elettrico. A questo scopo il Consiglio federale intende preparare una strategia "Reti energetiche" a livello nazionale, nella quale rientrano pure le misure per l’accelerazione delle procedure di autorizzazione. Infine va chiarita la problematica relativa ai costi computabili dell’ampliamento e della trasformazione delle reti come pure dei contatori intelligenti (smartmeter), al fine di garantire la sicurezza degli investimenti.

 

Ricerca energetica, progetti pilota e di dimostrazione, progetti faro

A medio e lungo termine la ricerca energetica deve contribuire a un approvvigionamento sicuro e sostenibile e a rafforzare la piazza tecnologica svizzera. Il prossimo anno il Consiglio federale intende sottoporre al Parlamento, in un messaggio separato sotto l’egida del DFI, il piano d’azione "Ricerca coordinata in campo energetico in Svizzera" per la ricerca, lo sviluppo e gli impianti pilota e di dimostrazione. Il Governo intende inoltre istituire un programma di progetti faro: mediante bandi di gara, vengono selezionati quei progetti di portata nazionale da parte di imprese, Cantoni, Comuni e mondo della ricerca che danno una visione tangibile del riassetto del sistema energetico.  

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