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“Affamiamo la bestia”

“Affamiamo la Bestia”. Il famoso grido lanciato, trenta anni fa, da Ronald Reagan quando proclamò la sua politica di riduzione delle dimensioni dello Stato, è risuonato giovedì sera a Como, nelle sale del Palace Hotel, questa volta dalla voce di Sergio Ferrario, presidente di Confesercenti. L’occasione un incontro che l’associazione ha tenuto per illustrare le caratteristiche del nuovo redditometro.

Un appuntamento squisitamente tecnico in origine, dunque, che però si è fin dall’inizio trasformato in un’arringa contro la politica economica, fiscale e tributaria del governo di Mario Monti ed il comportamento delle istituzioni interessate. Prima Ferrario, poi Giulia Pusterla, commercialista e membro del Consiglio nazionale dei revisori di conti, hanno letteralmente sparato bordate contro lo Stato. O, per dirla con le parole di Ronnie Reagan, “la Bestia”.

“Ci troviamo in uno stato di Polizia fiscale in cui domina la logica perversa che siamo tutti evasori”, il debutto del presidente dell’associazione, descrivendo una situazione drammatica per le micro e piccole imprese. “Al punto che c’è chi si trova spinto a togliersi la vita perché impossibilitato a lavorare, a pagare dipendenti e fornitori, strozzato da uno Stato che non paga le commesse ma pretende pagamenti sempre puntuali e sempre maggiori”.

Sentimenti di disperazione e di ultima spiaggia che, secondo Giulia Pusterla, “sono come un fiume carsico in piena che scorre sotto la superficie della società italiana”.

La commercialista ha stigmatizzato il comportamento di chi non paga le tasse o nasconde il proprio reddito allo Stato – “una piaga”, la sua definizione dell’evasione – ma ha avuto parole dure anche per “la spettacolarizzazione della lotta all’evasore, con interventi a Cortina, poi a Milano, poi a Napoli e in altre città” che avevano, secondo lei, il solo scopo di fomentare l’opinione pubblica al riguardo. “Noi commercialisti facilitatori dell’evasione? Sarebbe come accusare gli avvocati perché difendono gli assassini”, la sua difesa appassionata della categoria. “Il nostro ruolo è difendere i contribuenti dai soprusi delle istituzioni” che di sicuro, in questo periodo, non mancano. Non solo secondo la commercialista comasca, ma anche personalità autorevoli che dello Stato sono parte integrante. La stessa Pusterla ha voluto ricordare le parole giunte, nelle ultime settimane, da Francesco Pizzetti, Garante per la protezione dei dati personali, e Luigi Giampaolino, Presidente della Corte dei conti. Se quest’ultimo ha detto che il peso delle tasse è eccessivo per i contribuenti onesti, il primo ha addirittura paventato che, in Italia, sia a rischio lo stesso concetto di Stato del Diritto.

“Si è creato un clima di diffidenza e ostilità nei confronti dello Stato e delle sue istituzioni”, ha riconosciuto la Pusterla, a causa di politiche ed iniziative “semplicemente deliranti”, nelle sue parole. Come la proposta di un ‘bollino blu’ per quei commercianti che superano la revisione fiscale. O come la “concessione” di permettere agli stranieri extra-UE di pagare in contanti. “Avete capito come? Dovreste chiedergli il passaporto, farvi firmare una dichiarazione e, come non bastasse, entro il giorno dopo precipitarvi in banca per depositare quel contante!”.

Una situazione psicologica per cui anche i contribuenti onesti, pressati da un sistema tributario ormai oltre ogni limite di sopportazione, potrebbero essere spinti a evadere per necessità. Per poter sopravvivere.

“E non abbiamo ancora nemmeno cominciato a pagare”, le parole della commercialista che disegnano un avvenire non proprio radioso per l’Italia e gli italiani. È spaventata, la rappresentante nazionale dei revisori dei conti, da uno scenario che vede profilarsi nell’immediato orizzonte: il passaggio dalla tassazione dei redditi a quella dei consumi, che significherebbe “uccidere la pecora che stiamo tosando”, ovvero i contribuenti, cittadini o imprese che siano. “Vorrebbe dire introdurre una patrimoniale continua e un sistema fiscale assolutamente regressivo, che peserebbe di più su chi ha di meno”, il suo allarme.

Cosa si può fare, per superare questo momento di difficoltà? La medicina che i responsabili di Confesercenti propongono è semplice ma dura: lo sciopero fiscale. O, come detto all’inizio, “affamare la bestia”. Una vera e propria rivolta che, secondo Ferrario “per certi ambienti può essere veramente fatale” e che deve andare a colpire quello che il Presidente di Confesercenti ha definito “un’idea di Stato reazionaria, una logica da Stato fascista e comunista del ventesimo secolo”, in cui funzionari e dirigenti vengono pagati in maniera spopositata. “Quel fenomeno di Befera prende seicentomila euro, più del Presidente degli Stati Uniti d’America ”, le sue parole a stigmatizzare certe buste paga nello Stato. Ribellarsi, sì, ma come? Una domanda ancora senza risposta.

Franco Cavalleri

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This entry was posted on March 26, 2012 by in Uncategorized.
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