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Alpini di Como: sempre presenti

Sempre pronti ad accorrere dove c’è bisogno, a portare il loro supporto, materiale ma anche psicologico, a chi si trova in difficoltà. E a dare una mano per porre le basi della ricostruzione. Sono gli Alpini d’Italia, le Penne nere, simboli viventi della storia e delle tradizioni di questo Paese, del suo essere unito e della volontà di andare avanti, sempre ed in ogni caso, qualunque cosa succeda.

Sono settemila, gli alpini comaschi iscritti ai 122 gruppi che fanno capo alla sezione di Como. Un esercito pronto a muoversi e ad accorrere dovunque venga richiesto. Come nel caso del tragico terremoto in Abruzzo.

“La nostra squadra cinofila è stata tra le prime ad arrivare in soccorso dei paesi colpita dal sisma”, spiega Enrico Gaffuri, Presidente della Sezione di Como degli Alpini. Grande protagonista di quelle prime giornate, Onda, la femmina di Labrador che con il suo naso super efficiente ha localizzato due ragazzi ancora vivi sotto le macerie della Casa dello Studente, consentendo ai soccorritori di recuperarli.

L’anno scorso hanno festeggiato i novanta anni dalla costituzione: un’occasione per celebrare le tante opere realizzate in questi nove decenni, ma anche per nuovi traguardi. Come la struttura per l’ospedale civile da campo – oggi custodita all’aeroporto di Orio al Serio, pronta ad essere imbarcata per andare dovunque ci sia bisogno – donata alla Protezione civile in occasione della cerimonia per i novanta anni. “Una struttura all’avanguardia nel mondo, che anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lodato”, afferma Gaffuri con orgoglio.

Non si sono di certo fermati a guardarsi allo specchio, i nostri alpini. C’è ancora tanto bisogno di loro.

Anche in questo 2011, ormai arrivato a metà del suo percorso, di iniziative di solidarietà gli alpini comaschi ne hanno messe in calendario parecchie. Pensiamo, per esempio, all’appuntamento con Li Romani in Russia di Simone Cristicchi, in calendario per il 17 settembre a Tremezzo, al parco Teresio Olivelli – una delle sette medaglie d’oro al valor militare che ornano il vessillo della Sezione Alpini di Como.

“Servirà a raccogliere fondi a favore del progetto di una casa nuova per Luciano Barison, il caporal maggiore alpino che è rimasto completamente paralizzato in un attentato in Afganistan”, spiega Enrico Gaffuri.

“Il progetto – continua – ha l’obiettivo di costruire una casa dotata di tutte le infrastrutture necessarie per garantire la miglior assistenza possibile alle persone che si trovano in condizioni così difficili”.

Solidarietà, ma anche attenzione alla Storia, alle Tradizioni. Ai primi di luglio (3/7, a Lanzo), la celebrazione dell’anniversario del Battaglione Valle Intelvi, l’unico reparto alpino con il nome di una località lariana, tutto composto da laghéé, “mandati allo sbaraglio sull’Adamello, nel 1916, in un attacco folle, sulla neve che si stava sciogliendo sotto il sole di mezzogiorno“. Un massacro: gli austriaci fecero il tiro al bersaglio con i nostri alpini letteralmente intrappolati nella neve pesante del pendio, impossibile andare avanti, impossibile tornare indietro e rifugiarsi nelle trincee.

Centocinquanta anni dall’Unità d’Italia: potevano gli Alpini mancare dai festeggiamenti? No di certo. In calendario per il 2 giugno, giorno del referendum che sancì il passaggio da Monarchia a Repubblica, un concerto serale in piazza Duomo della Fanfara alpina di Asso, considerata tra le migliori esistenti.

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This entry was posted on June 26, 2012 by in Uncategorized.
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