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Un mondo senza Stati e Governi

È conosciuto per le sue teorie estreme, che qualcuno ha etichettato ‘anarco-capitaliste’, David Friedman, figlio del Premio Nobel Milton, il padre del monetarismo ed importante esponente del liberismo del XX secolo. Nella sua breve visita a Milano – invitato dall’Istituto Bruno Leoni – ha sicuramente confermato questa sua fama, propugnando un mondo senza Stato e senza Governo, in cui a prevalere è la legge ‘naturale’ del mercato.

“Ciò che può essere fatto dallo Stato può essere fatto da chiunque”, il suo incipit dinanzi la folta platea di studenti di economia e diritto, manager e professionisti del mondo dell’economia, che hanno riempito le eleganti sale della Residenza Vignale, nel pieno centro di Milano.

Cosa, più precisamente, può essere fatto da chiunque al posto dello Stato?

“I contratti, ma anche le leggi. La proprietà, e come difenderla. In ogni specie animale esiste il territorio, che viene difeso dagli attacchi interni ed esterni. Il vincitore stabilisce il suo potere sul territorio. Un diritto naturale, che viene prima della creazione degli Stati e dei Governi”.

Senza uno Stato, un Governo, non siamo forse più esposti al pericolo di conflitti, guerre?

“Il nostro stato naturale è molto più pacifico: siamo tutti pronti a lottare per difendere i nostri diritti, ma davanti ad un avversario più forte cediamo. Nelle comunità degli altri animali, le lotte per il territorio si fermano sempre prima della estrema conclusione”.

Cos’è il territorio, nella civiltà urbana di oggi, è una domanda a cui Friedman risponde con un esempio dalla vita quotidiana della sua Chicago, la città dove è nato.

“Quando nevica, e a Chicago nevica parecchio, ogni automobilista deve porre mano alla pala per aprirsi la strada fuori dal parcheggio. Per assicurarsi di trovare un posto per parcheggiare al ritorno a casa, cosa fa? Mette un segno, una sedia per esempio, per indicare che quel posto è suo, gli appartiene. Ma è davvero suo? Ovviamente no. Non può vantare nessun diritto legale su quello spazio, però la gente rispetta questo modo di marcare il territorio. È un esempio di come il diritto naturale riesca a prevalere su quello normato, sulle regole creato da uno Stato, da un Governo”.

Un discorso limitato a situazioni eccezionali, quali una nevicata, e a comunità relativamente ridotte, come un quartiere o una piccola cittadina? Secondo il piccolo – di statura fisica – economista assolutamente no. Anzi, esempi di pratiche commerciali estese che fanno a meno delle norme governative ce ne sono molti, nel passato. E anche nel presente.

“Nella Cina imperiale non esisteva una normativa riguardo i contratti. Eppure, i mercanti cinesi commerciavano senza alcun problema. Il loro sistema si basava su un mix di etica, reputazione e immagine. Se sgarravi, se cercavi di ingannare i tuoi clienti vendendo merce non della qualità pattuita, o tenendo comunque un comportamento poco trasparente, non c’erano leggi, avvocati e giudici a condannarti: semplicemente, perdevi la reputazione, ti trovavi messo ai margini delle contrattazioni commerciali. Una minaccia che valeva molto di più della possibilità di essere portato in tribunale”.

Un sistema che, secondo il simbolo delle teorie economiche improntate al liberismo, sta tornando alla ribalta con prepotenza ai nostri giorni, con fenomeni come Ebay.

“Su cosa si basano, sistemi come Ebay, per assicurare la correttezza dei comportamenti da parte dei loro iscritti? Non certo sulla possibilità di perseguire davanti alla legge le decine, centinaia di persone che vendono e comprano attraverso i loro servizi. Sarebbe impossibile. Usano il sistema dei giudizi: ad ogni compravendita segue, da parte sia del venditore che dell’acquirente, un voto sui rispettivi comportamenti. Più è alto, più sei affidabile e maggiore il numero delle persone che vorranno acquistare i tuoi servizi o accetteranno di venderti i loro. Un giudizio complessivo basso, al contrario, ti penalizzerà, ti costringerà ad abbassare i tuoi prezzi, o a pagare un prezzo più elevato per i tuoi acquisti”.

È davvero possibile fare a meno di leggi, regolamenti, norme e tribunali?

“Si può, sì. Negli Stati Uniti sono diverse le comunità che si sono organizzate in questo modo. Fanno affidamento alle leggi naturali del mercato, che si basano, come nel caso della Cina imperiale, sull’immagine e sulla reputazione del singolo. Nessuno vuole trovarsi in difetto davanti ai propri vicini, e questo stimola a comportarsi in modo corretto, senza dover ricorrere a leggi e tribunali. Perché, come detto all’inizio, quello che lo Stato fa, può essere fatto da chiunque”.

 

Franco Cavalleri

 

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This entry was posted on January 26, 2013 by in Uncategorized.
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