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Alptransit,opportunità e sfida

Alp Transit è una grande opportunità di sviluppo per il Canton Ticino, ma anche per Como e Varese. Ancora troppi, però, sono i ‘buchi neri’ nella pianificazione e nella programmazione degli investimenti, in particolare per quello che concerne l’impatto sul territorio. E troppo spesso le necessità dei cittadini e delle imprese del territorio si trovano schiacciate dalle logiche di politica internazionale dei due governi coinvolti, quello svizzero e quello italiano.

Questi, e altri ancora, sono i temi su cui si concentrerà Alp Transit: un futuro ad alta velocità per il Ticino, incontro pubblico che la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI) ha organizzato con la collaborazione di Alp Transit SA – la società che sta eseguendo i lavori di scavo dei tunnel del Gottardo – , del Rotary del Mendriosotto e della sezione ticinese dell’associazione degli ingegneri e architetti svizzeri (SIA Ticino), per oggi pomeriggio nella sua sede di Trevano, vicino a Lugano.

Tra i relatori, anche rappresentanti delle istituzioni lombarde: Filippo Salucci, Direttore del Settore Attuazione Mobilità e Trasporti del Comune di Milano, e Vittorio Biondi, responsabile del settore territorio, ambiente ed energia di Assolombarda.

Quello dei rapporti internazionali è uno dei punti interrogativi che rendono difficile rispondere alla domanda Cosa succederà dopo il dicembre 2016?, data in cui la nuova linea ferroviaria diventerà operativa e dovrebbe – ma anche qui, come hanno dovuto riconoscere Denis Rossi, Direttore di Alp Transit SA, e Pietro Brenni, Presidente del Rotary di Mendrisio, i dubbi sono più delle certezze – spostare il 50% del traffico pesante da gomma a rotaia.

Da parte ticinese c’è il desiderio di concertare gli interventi sul territorio – mobilità e insediamenti produttivi – che nasceranno sulla spinta dell’Alp Transit con le controparti italiane, Como e Varese in prima linea. Federica Colombo, presidente di SIA Ticino, lamenta però la lentezza dei meccanismi politici, da entrambi i lati del confine, che di fatto ostacola la pianificazione locale.

Franco Cavalleri

 

 

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This entry was posted on March 26, 2013 by in Uncategorized.
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