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I tesori della Biblioteca di Como

È l’ultima nata tra le biblioteche italiane, ma nei suoi pochi – tredici in tutto – anni di vita ha saputo ritagliarsi uno spazio di assoluto valore tra le istituzioni pubbliche dedicate alla musica. E nei suoi scaffali custodisce dei veri e propri tesori, pezzi più unici che rari.

È la Biblioteca del Conservatorio Giuseppe Verdi, ospitato dal 1997 nell’ex Ospedale Maggiore, in cui nella seconda metà del XV° secolo erano stati riuniti i diversi ospedali cittadini.

Inizialmente dedicata a soddisfare le necessità didattiche di studenti e professori, a partire dall’anno 2000 è stata aperta anche al pubblico, “la cui importanza è cresciuta nel tempo fino a rappresentare una quota considerevole del flusso di frequentatori”, ammette Marcoemilio Camera, responsabile della Biblioteca.

“La nostra è una biblioteca di servizio, non di conservazione: riceviamo circa un migliaio di richieste di prestito ogni anno, a cui vanno aggiunte le innumerevoli ricerche e letture compiute direttamente nei locali dell’istituto. La nostra offerta copre l’intero spettro del mondo della musica. Anche se, naturalmente, classica, da camera e operistica costituiscono la parte del leone del nostro catalogo”.

Sugli scaffali della Biblioteca, oltre alle ‘solite’ opere di musica classica o medievale che tutti ci aspettiamo di trovare, fanno bella mostra anche titoli pop, rock, jazz, folk, etno. È così che, accanto ai mostri sacri Puccini, Haendel e Wagner, compaiono anche idoli delle ultime generazioni, come Bob Dylan, Sting e Jimi Hendrix, e perfino della musica melodica italiana, ospitati in una nuovissima sezione denominata JPL, perché dedicata agli artisti jazz, pop e della musica leggera.

Presenti in gran numero – un’ottantina – anche giornali e riviste, “con alcune testate praticamente introvabili non solo a Como ma anche a Milano, vuoi per la altissima specializzazione su un genere musicale o un autore, vuoi perché disponibili solo su abbonamento a prezzi che possono superare i 200 dollari l’anno”.

La Biblioteca cresce di circa 1500 titoli all’anno. Lo spazio rappresenta la sfida da affrontare ogni giorno per trovare a tutti i libri, spartiti, materiale audio e video, il posto adeguato. È recente l’adozione di scaffali di nuova concezione, cosiddetti ‘compatti’ perché “scorrono su binari e possono essere aperti e chiusi girando una manovella. Quando aperti, consentono un accesso comodo ai volumi custoditi sullo scaffale; chiusi, fanno risparmiare più di un terzo dello spazio”.

Quanti sono i titoli che compaiono nel vostro catalogo? “Possiamo contare su circa sedicimila, tra libri e riviste. Il catalogo multimediale ne comprende circa diecimila. Bisogna aggiungere le diverse migliaia di titoli che compongono il ‘Fondo Carducci’, ricevuto in donazione un paio d’anni fa e la cui catalogazione è in corso. A conti fatti, possiamo fare una stima sopra i trentamila, sicuramente”.

I preziosi volumi del ‘Fondo Carducci’ ripercorrono la storia della musica a Como tra il Settecento ed il Novecento, un patrimonio dal valore inestimabile: gli scaffali che li ospitano sono stati progettati su misura, per garantire le necessarie condizioni di temperatura e umidità. Dato il grande valore, la loro consultazione è riservata agli studiosi della musica.

Non meno importante, per il valore storico, è il fondo intestato a Virgilio Ranzato, compositore, musicista e direttore d’orchestra – ha lavorato anche con Arturo Toscanini – che passò molta parte della sua vita a Como, fino alla morte nell’aprile del 1937. Sue sono due delle operette di maggior successo, come Il paese dei campanelli, del 1923, e Cin Ci Là, del 1925.

Tra i volumi più rari in possesso delle Biblioteca del Conservatorio, un’edizione del 1783 di La Didone di Niccolò Piccinni, un maestro dell’opera buffa, “rinvenuta casualmente in una cassapanca, ammucchiata disordinatamente insieme a decine e decine di altri libri e spartiti musicali”. E ancora, un’edizione della Madama Butterfly di Giacomo Puccini, diversa rispetto a quella che tutti conosciamo: “È una versione precedente, che è stata poi modificata dallo stesso artista, che fece anche ritirare dal mercato gli esemplari vecchi”.

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This entry was posted on April 6, 2013 by in Uncategorized.
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