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Un sogno, due donne. Due mondi.

Un sogno. Due donne. Due mondi. Separati e diversi, eppure così intrecciati l’uno con l’altro da essere indivisibili. Due paure. Opposte: della solitudine, da una parte; della mancanza di uno spazio da poter chiamare ‘proprio’, dall’altra.

È Bollettini di guerra, l’ultimo racconto di Marisa Bulgheroni, comasca di nascita, scrittrice di ritratti e storie di viaggio. Il suo stile narrativo è a più voci, contrastanti, che si mischiano a creare una narrazione univoca: sono le tante facce della vita, che Marisa coglie e trasmette ai suoi lettori.

In questo Bollettini di guerra, che rientra nel volume dieci in paura, di epoché edizioni, in cui dieci diversi autori trattano il tema della paura del diverso, di ciò che non si conosce, e di come viene sfruttata quale strumento di propaganda politica, Marisa narra di un confronto, quasi un duello: è quello tra una giovane zingara, nel suo abbigliamento colorito e così lontano dai canoni cittadini del ben vestire, e una signora di città, elegante nel suo completo grigio, ma con il cuore appesantito dalla solitudine e dal fallimento della propria vita.

Una disfida che si sviluppa lenta, in una Milano ancora nella morsa di un inverno gelido che non se ne vuole andare e lasciare il posto alla primavera. E questo gelo sembra avvolgere anche i già difficili rapporti tra due mondi che non riescono a capirsi, a trovare un linguaggio comune.

Un crescendo di emozioni e sensazioni, mai violento ma sicuramente forte, intervallato dai bollettini di guerra che raccontano degli zingari e del loro destino di perseguitati e cacciati, dei campi di concentramento nazisti e delle ruspe che abbattono i campi nomadi, abusivi e non certo salubri, ma che per loro, gli zingari, rappresentano sempre il simulacro di una casa, per non dire di una patria.

Fino al confronto finale, quando le due donne si trovano finalmente l’una di fronte all’altra, in un’atmosfera da OK Corral, in cui entrambe aspettano il momento giusto per sorprendere la rivale. Ed è proprio in questo istante, quando il duello sembra arrivare al suo momento decisivo, che il lettore si domanda: è sogno, o realtà? E quella zingara vestita male, quella elegante signora di città: quanto, di loro, è presente in ognuno di noi? Fino a che punto, le loro paure sono anche le mie paure?

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This entry was posted on October 26, 2013 by in Uncategorized.
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