Reporting the World Over

News and Comments about Life

L’innovazione? “Non genialità, ma lavoro duro e intenso”

wozniakIl segreto del successo? Non la genialità ma il lavoro duro e intenso. Parola di Steve Wozniak. Il leggendario co-fondatore di Apple insieme all’altro Steve, quel Jobs icona dello spirito innovativo e dell’andare oltre le convenzioni – famosissimo il suo ‘Stay hungry’, rimanete affamati, lanciato dal podio di una delle maggiori università americane pochi mesi prima di morire – con il quale ha rivoluzionato il mondo dei personal computer, ne è assolutamente sicuro: la ricetta del successo è fatta per il 99% di lavoro duro e solo per il rimanente 1% di genialità. Sulla falsariga di quanto sostenuto, prima di lui, da un certo Albert Einstein. Tra geni si intendono, evidentemente, parlano la stessa lingua, usano le stesse parole.

Wozniak era ospite a Milano del World Business Forum, l’appuntamento annuale che richiama nella metropoli lombarda oltre cinquemila top manager delle più prestigiose aziende e università italiane per ascoltare oratori tra i più innovativi, rivoluzionari, provocatori. Già, provocatori: l’edizione 2014 di WOBI era proprio dedicata a loro, e di certo quello che, con Steve Jobs, ha rivoluzionato il mondo dei computer e creato una delle più grandi e conosciute aziende del pianeta, fa parte di questo gruppo a pieno titolo. Provocatore Wozniak lo è stato fin dall’inizio, fin da quando, da bambino, sognava cosa avrebbe fatto ‘da grande’: “Non certo gestire un’azienda, ma fare cose divertenti come costruire computer”, la sua confessione davanti ad una platea adorante che gli ha riservato un’accoglienza da rock star. Con tanto di decine di selfie scattati da quelli che, nella vita di tutti i giorni, sono austeri manager, capitani d’industria, docenti universitari.

Quella di Apple è stata una rivoluzione, dicevamo, “perché abbiamo cominciato a pensare ad un pc per le persone”, racconta Steve, riandando con la mente a quegli anni di tre decenni fa. Lui e Jobs erano guidati “non dal desiderio di fare denaro, ma dalla passione per un’idea: come ogni imprenditore dovrebbe fare”. E la loro idea era “tenere in considerazione i dettagli che le persone vogliono, cercano e si aspettano”, da una parte. Dall’altra, “umanizzare la tecnologia: questo è quello che Steve voleva fare”. Farlo, significava puntare a “mettere la migliore tecnologia nelle mani delle persone normali”. Nel solco della tradizione della grande imprenditoria a stelle e strisce: prima di loro, era stato Henry Ford a dire ‘c’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti’.

“Ogni singolo passo della mia vita è stato pensato per rendere la tecnologia accessibile a tutti”, dice infatti Wozniak. Un proposito più che realizzato, visto il suo curriculum: la National Medal of Technology, la maggiore onorificenza USA per chi si impegna nella innovazione, già nel 1985, e nel 2000 il Heinz Award for Technology, Economy and Employment e, soprattutto, l’ingresso nella Inventor Hall of Fame, vero e proprio pantheon degli inventori.

Cosa voglia dire ‘fare innovazione’, ce lo spiega in poche parole. È “pensare fuori le righe e fare leva sulle proprie capacità e sul proprio lavoro per creare qualcosa di nuovo che ci piaccia e che noi stessi potremmo per primi utilizzare senza difficoltà”.

Se la definizione può essere semplice, non altrettanto è comprendere quando qualcosa è veramente innovativa. Al contrario, “l’innovazione è difficile da riconoscere, viene giudicata sempre solo dopo che ha avuto successo”, ammette.

Per innovare, poi, è necessario lavorare in team: da soli, è impossibile arrivare ad una vera innovazione. La domanda, allora, è: qual è il giusto mix per far funzionare un team, e arrivare fino in fondo, fino all’obiettivo di innovare? “Avere competenze diverse”, risponde. E porta, fatalmente, l’esempio della sua partnership con Steve Jobs, di quando hanno inventato i computer con la mela. “Io ero un ingegnere, mentre lui voleva fare marketing e vendere”. Un mix esplosivo, più potente della nitroglicerina, a giudicare dai risultati.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: