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Alla scoperta del vino georgiano

IMG_3772twitterIl vino georgiano è sicuramente una realtà poco nota al pubblico italiano. A MilanoFood&Wine, l’evento che per tre giorni ha catalizzato l’attenzione del mondo dell’enologia italiano, abbiamo incontrato Riccardo Siviero, di Mediatis Wine Emotion, che del vino di questo paese – ai limiti estremi meridionali dell’Europa – è un grande amatore, oltre che importatore. Ricordiamo, intanto, che Siviero e la Mediatis hanno nel loro catalogo nachre molti vini italiani, ma “alle manifestazioni preferiamo presentarci con vini di altri paesi”. Una scleta dettata dal fatto che il loro slogan è “Wine Emotion” e quale emozione migliore dello scoprire e gustare vini di paesi lontani, geograficamente o come cultura?

“Noi andiamo alla ricerca di particolarità che in Italia non esistono, vitigni autoctoni non presenti nel nostro paese o modalità di vinificazione diverse rispetto a quelle che conosciamo”.

“Quello per il vino georgiano è un amore nato per caso”, ci confessa. “Tutto è successo al Merano Wine Fest del 2013, dove ho potuto incontrare il produttore di questi vini, che prima mi erano sconosciuti”.

Per quanto ‘nuovo’ per il mercato italiano, il mondo vinicolo georgiano può però contare su una grandissima tradizione che può vantare un paio di millenni di storia. Siviero ci spiega quali sono le caratteristiche della cultura del vino in questo paese ai piedi del Caucaso.

“Ha una vinificazione in anfora”, ci racconta. “Un vecchissimo sistema, ancora legato ai metodi di vinificazione di secoli e secoli fa”.

In effetti parliamo di anfore (kveveri in georgiano), particolari, specifiche per le necessità di invecchiamento e maturazione del vino, sviluppate in più di mille anni. Molte famiglie georgiane possiedono luoghi precisi dietro le loro case, dove sono seppellite anfore di diverse grandezze.

Sono oltre 500 i vitigni autoctoni. “I georgiani vinificano principalmente con 3 vitigni bianchi. Il principale, il vero e proprio principe dei bianchi, è il Kisi. Per i rossi vinificano con il cabernet sauvignon, chiaramente una importazione, e con il saperavi”.

“Il Kisi che presentiamo qua a Milano Food&Wine è, come detto, il principe dei vini bianchi georgiani. Viene fatto maturare nelle anfore di argille, come da tradizione, la particolarità è che il processo di vinificazione prevede l’inserimento del raspo dell’uva. Fanno un diraspamento, poi selezionano alcuni raspi e li inseriscono nell’anfora”.

Quello descritto da Siviero è il metodo kakhetiano, uno dei due metodi tradizionali tipici di questo paese (l’altro e l’imeretiano), che si differenziano dai metodi diffusi in Europa non solo per l’utilizzo di vasi interrati in terracotta ma anche, per esempio, per l’uso di far fermentare tutta la vinaccia insieme al mosto. Il risultato del metodo khaketiano è un vino giallo, scuro, tannico, con un tasso alcolico di 13-14 gradi, mentre in Europa il tasso alcolico è intorno agli 11-12 gradi.

Quella georgiana è una regione vinicola caratterizzata da forti escursioni termiche tra estate ed inverno.

“Ci troviamo ai piedi del Caucaso, a 350 metri di altitudine. Il suolo è fertile, ma le temperature estive sono molto elevate: questo fa sì che nel periodo estivo il vitigno soffra moltissimo, arrivi ad estarre dal terreno tutto l’alimento che questo contiene”. Fondamentale, quindi, che l’inverno sia freddo e che i filari possano riposare sotto la neve, che deve coprire costantemente i vigneti per permettere loro di prepararsi ad affrontare l’arido clima estivo.

Il Kisi che Siviero ha presentato a MilanoFood&Wine ha anche un’altra particolarità: l’azienda vinicola è di proprietà di Nina Ananiashvili, famosa come ex ballerina del Bolshoi di Mosca, uno dei maggiori teatri al mondo, simblo di eleganza e di raffinatezza. Due caratteristiche che la Naniashvili ha trasferito al suo vino, in tutto e per tutto, compresa l’etichetta, così elegante e raffinata.

One comment on “Alla scoperta del vino georgiano

  1. Riccardo Siviero
    February 12, 2015

    Grazie per aver messo in evidenza questi vini! Riccardo Siviero

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