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Expo2015, occasione per superare frammentazione e disomogeneità della PA e delle startup

indexExpo 2015 potrà essere una grande, unica opportunità per permettere al nostro Paese di fare il grande salto nel futuro, ma si dovrà prima di tutto superare due scogli: la disomogeneità della PA, in cui quasi ogni Comune, Ente, Agenzia ha costruito e organizzato il proprio sistema informatico su basi sue, particolari, e la frammentazione del mondo delle startup, in cui esistono molti laboratori, incubatori, centri di ricerca, spesso troppo attenti alla cura del proprio specifico orticello.

Andrea Prandi è stato membro della Commissione dell’Agenda Digitale con il governo di Enrico Letta e oggi si occupa del programma per le startup di Edison, società che da due anni ha avviato un concorso nazionale per selezione di nuovi progetti che promettono di essere innovativi. La sua presentazione, nel corso della prima mattinata della Social Media Week Milano 2015, si è incentrata sull’eccessiva frammentazione che caratterizza sia la Pubblica amministrazione italiana, che il mondo delle startup del nostro Paese. Infatti, “una delle battaglie che ha fatto e che si sta ancora facendo nella Commissione per l’Agenda Digitale è per la rottura delle barriere: non è pensabile che ogni comune faccia a sé!”, dice.

Questa frammentazone all’interno della PA è dovuta anche a fattori politici. “I dati, anche quando sono rilasciati, non sempre sono utilizzabili facilmente, esistono tutta una serie di valutazioni anche politiche che stanno dietro alle decisioni: per esempio, è giusto incentivare il trafficco rendendo più facile il parcheggio? E altre domande del genere che escono sempre quando si parla di politiche e strategie della mobilità”. Con il risultato che ogni Regione, quando non addirittura ogni Comune, interpreta la questione della politica della mobilità – ma non solo, pensiamo anche alla raccolta ed al trattamento dei rifiuti, a cosa e come raccogliere per avviare al riciclo – in modo del tutto particolare che finiscono spesso per ostacolare l’efficienza del sistema a livello nazionale.

La soluzione che Prandi invoca è “un sistema di regole a livello nazionale che permetta di mettere in connessione e far colloquiare sistemi e linguaggi diversi, facilitare il passaggio da un comune a un altro, stimolando la nascita di nuovi servizi a livello nazionale”.

Parlando dell’iniziativa di Edisono per le startup, fa notare come “non serve un ingegnere per fare un caffé: e difatti non tutte le idee che abbiamo ricevuto come Edison sono fatte da ingegneri, spesso è l’intuito di una persona comune che permette di progettare e sviluppare idee di successo”.

Un esempio di idea semplice ma di successo è quella che ispirò Margherita.

“I più vecchi magari se la ricorderanno. Sono ormai almeno quindici anni che gli elettrodomestici sono in grado di colloquiare tra loro e di fare cose diverse da quelle per cui sono pensati. Il progetto Margherita ha appunto quindici anni: già allora si pensava a mettere gli elettrodomestici in connessione. Quello che mancava era uno standard di comunicazione e di trattamento dei dati. Oggi sta arrivando a questo, è diventato più facile far comunicare macchine e sistemi diversi, dobbiamo proseguire in quella direzione”.

A poco più di due mesi dall’inizio di Expo2015 non poteva mancare un accenno – e anche qualcosa di più – alla grande manifestazione che dovrebbe portare, nel nostro territorio, più di venti milioni di visitatori.

“Sarà sicuramente una grossa opportunità per andare avanti sulla strada dell’armonizzazione”, dice Prandi. “È stato fatto un grandissimo lavoro, un passo avanti molto importante nel raggiungere il risultato di far dialogare tutte le regioni e tutte le PA. Per il padiglione Italia sono state selezionate quelle startup che promettevano di lavorare sulla standardizzazione delle comunicazioni per mettere in connessione tutta la pubblica amministrazione”.

Expo 2015 non sarà solo quello, però, ma anche una grande vetrina, un grande palcoscenico, su cui le startup italiane potranno contare per attirare investitori stranieri – cosa normalmente difficile per tutta una serie di motivi. Ne è sicuro anche Andrea Prandi, che però avverte. “Expo2015 sarà sicuramente una grande vetrina. Il problema è superare la frammentazione, tipica degli italiani. Ci sono tanti incubatori, tanti laboratori, nessuno vuole perdere il suo pezzettino di orticello. Bisogna superare questo stato di frammentazione per essere in grado di uscire dall’Italia, arrivare sui mercati stranieri, come quello cinese, molto promettente”.

Con un campanello d’allarme non da poco: “Non so però se siamo sufficientemente organizzati per arrivare a questo, forse abbiamo perso un po’ di tempo per discutere di cose più burocratiche come lo statuto dell’agenda digitale”.

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