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Agroalimentare lombardo, 2015 anno di cambiamenti

Satellite2015 anno cruciale per il sistema agro-alimentare lombardo. A cafratterizzare in questo modo l’anno in corso sono l’avvio della riforma della PAC 2014-20 e la contemporanea fine del regime delle quote latte. La riforma porterà ad una flessione del sostegno ai redditi e ad una parziale redistribuzione del sostegno tra tipologie produttive e aree territoriali, mentre la seconda è destinata a influenzare il numero e le dimensioni degli allevamenti. E naturalmente i loro livelli di produttività.

La Lombardia perderà a regime, nel 2019, circa 98 milioni di premi PAC (-20% circa) a causa della convergenza parziale del pagamento disaccoppiato, solo in parte compensato dall’aumento dei premi accoppiati (latte e riso). Si assisterà all’ampliamento del numero di beneficiari, delle superfici ammissibili e il premio medio disaccoppiato per ettaro scenderà quasi del 40%, ma l’effetto sarà corretto dai premi accoppiati: si stima che la riduzione media dei premi per ettaro sia del 20% circa. La riduzione dei premi, e il calo di reddito derivante dalla diversificazione colturale e dalle aree ecologiche, dovrebbero condurre nel 2019 ad una riduzione dei redditi del 4,4% ed al calo del peso dei premi sul reddito dal 20% al 17% circa.
I responsabili regionali si aspettano che le nuove regole costituiranno uno stimolo ad incrementare la produttività dei fattori, portando a scelte gestionali più efficaci, incentivate anche dai fondi per lo sviluppo rurale.

In relazione alla cessazione del regime delle quota latte, la recente dinamica del settore bovino da latte mostra in Lombardia una riduzione degli allevamenti (-2,1%, tra il 2013 ed il 2014), un ampliamento delle dimensioni medie, aumenti di produttività per vacca (3,4%) e della produzione (3,8%); variazioni che denotano le migliori performance della Lombardia rispetto al livello nazionale. Rispetto al 2009 la produzione di latte 2014 è cresciuta di più negli altri paesi UE rispetto all’Italia, ma nell’ultimo anno le differenze si sono ridotte; Italia e Lombardia sono partite dopo ma stanno recuperando; in particolare la Lombardia è cresciuta più delle altre regioni italiane.

Questo scenario attualmente si associa ad una dinamica dei mercati agricoli che appare maggiormente influenzata dagli equilibri tra domanda e offerta, mentre la componente speculativa sembra esaurita dopo la volatilità che ha caratterizzato gli ultimi anni. Nel 2014 i prezzi si sono contratti andando a compensare e l’incremento produttivo e determinando una sostanziale stazionarietà del valore della produzione della branca agricoltura.
A fronte di tutto questo, il problema principale resta la persistente incognita del superamento della crisi economica, in particolare in relazione all’incremento di domanda di cibo. A questo riguardo Expo 2015 potrà rappresentare un importante momento di riflessione sul futuro dell’agricoltura, per l’incremento e miglioramento della produzione, e sulla sua distribuzione più equa per l’umanità, e per la Lombardia l’occasione per diventare un grande hub delle tecnologie agro-alimentari.

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