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Expo2015: cambiamento non solo economico, ma anche sociale

L’Italia è il paese più desiderato al mondo, dal punto di vista turistico, ma non è tra le prime dieci nazioni al mondo per il madein.

A sottolineare la contraddizione è stato Paolo Verri, Direttore contenuti espositivi ed eventi Padiglione Italia, in occasione del recentissimo Global Entrepreneurship Congress (GEC), che si è svolto a Milano nei padiglioni MiCo con la presenza di migliaia di imprenditori, startupper e aziende da tutto il mondo.

“Lavoriamo e abbiamo lavorato valutando con attenzione il Brand Country Index, che vede l’Italia come il paese più desiderato al mondo dal punto di vista culturale, ma per quanto riguarda il Madein non figuriamo tra le prime dieci nazioni al mondo”, l’inizio del suo intervento davanti al folto pubblico della manifestazione.

“Abbiamo il problema di far atterrare risorse e investimenti per i giovani. Il GEC serve per rinnovare il modello di paese nel senso di apertura verso i giovani e per i giovani”.

Rinnovare il Paese ha voluto dire, per Verri ed i suoi collaboratori e per tutti quelli che in questi lunghi mesi hanno lavorato per Expo e per diffondere la sua idea di rinnovamento e a volte di rivoluzione del nostro panorama culturale, sociale e produttivo, percorrere la penisola in lungo ed in largo per incontrare centianaia di miglia di persone, studenti, imprenditori, innovatori, investitori.

“Partecipare alle tappe di Italiacamp è stato molto bello”, riconosce il direttore dei contenuti espositivi e degli eventi del Padiglione Italia. “E abbiamo anche ricevuto molte richieste fuori programma. La Provincia di Trento, per esempio, ci ha chiesto di partecipare ad evento a Rovereto”.

Target degli incontri, “non solo il sistema delle imprese, ma anche soggetti sociali e politici”.

Questo per il passato, ma per il futuro? Cosa ci aspetta nei prossimi mesi?

“Sarà un semestre intensissimo e lunghissimo. Dobbiamo già adesso immaginarci il lascito e il dopo”, dice Verri. Che per quanto riguarda i sei mesi della kermesse promossa dal BIE, racconta che “nel semestre saremo ospiti del Ministero delle politiche agricole, all’ingresso del percorso del Padiglione Italia. Saremo lì tutti i giorni, e questo rappresenterà una grande sfida organizzativa”.

Ogni giorno, il programma del Padiglione Italia prevede un’ora e mezza (17-18:30) dedicata a racconti e narrazioni. Ogni lunedì saranno presenti le startup più acerbe, quelle che ancora sono solo idee. Il martedì quelle con finanziamento, il mercoledì quelle più mature che hanno bisogno di nuovi finanziamenti e soprattutto relazioni B2B. Il giovedì saranno presentati i casi di successo, quelle che non sono più startup e sono diventate imprese vere, per arrivare il venerdì al racconto dei singoli territori.

“Ogni venerdì, a seconda del dialogo con le singole regioni, faremo un racconto specifico: il turismo con Rimini e San Marino, il gaming e la robotica con Pisa, l’innovazione ambientale in Trentino e via dicendo. Mostreremo come l’Italia si muove per lo sviluppo”.

Importante, al riguardo, il dialogo con gli altri padiglioni.

“Stiamo moltiplicando gli incontri per invitare startup dal resto mondo, e abbiamo da tutto il mondo molte richieste per aprire i nostri spazi per le startup e per il dialogo con le imprese”.

Una guida per il visitatore per aiutarlo a orientarsi nel grande calendario di eventi, ccasioni ed opportunità?

“Il semestre sarà diviso in mesi, ogni mese un tema, una specificità. Saremo molto settoriali, chiedendo alle persone di venire da noi nelle singole giornate per lavorare, non solo presentazioni, ma scambi veri e propri di conoscenze ed esperienze. A maggio parleremo di sicurezza alimentare, a giugno di trasformazione rurale giugno. Poi avremo la cooperazione internazionale, la creatività e la cura del bene patrimonio culturale, dove vogliamo imporre un modello-Italia. A ottobre, sarà il momento dell’innovazione tecnologica come viatico per Dubai 2020”

Expo 2015 non sarà solo il sengo di un cambiamento economico ma anche sociale: “Vogliamo più imprese e meno stato, più trasparenza e velocitù e meno burocrazia, un cambiamento generazionale molto forte”.

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This entry was posted on March 21, 2015 by in Innovazione and tagged , , , , , , , , , .
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