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Como, accelerazione sul progetto Stazione Unica Camerlata

Palazzo Cernezzi accelera nel progetto di realizzare una stazione unica a Camerlata, destinata a diventare il punto focale del sistema dei trasporti collettivi di Como e dell’intero territorio tra Varese, il Ticino e Lecco.

Di collegare le due stazioni ferroviarie di Camerlata – quella delle ex-FNM e quella dell’ex-FS – si parla ormai da diversi anni. Esattamente dal 2008, quando entrarono in funzione i treni del servizio Tilo, in previsione della revisione del ruolo di Camerlata nella rete dei collegamenti ferroviari sugli assi Bellinzona-Milano e Como-Lecco. In realtà, il progetto ha poi subìto uno stop di alcuni anni, ma negli ultimi mesi l’assessorato guidato da Daniela Gerosa ha dato una spinta ai piani, grazie anche alla forte collaborazione di chi, come Luca Gaffuri, li sostiene. Proprio il consigliere regionale PD ha tenuto in incontro venerdì sera, presso la sede della ex-Circoscrizione 3 di Camerlata, per presentare il progetto. Con lui, la Presidente della Commissione urbanistica, Andrée Cesareo, che ha illustrato le intenzioni del Comune di Como per quanto riguarda il sistema dei trasporti interno ed esterno alla città.

“La stazione unica rappresenta una grande opportunità, per Como ed il quartiere, per i lavoratori, gli studenti ed anche per chi usa occasionalmente il treno”, l’incipit del consigliere regionale, che alla domanda su in cosa consista esattamente il progetto di stazione unica, e quali le prospettive e le opportunità che questa aprirebbe ai viaggiatori, ha risposto così.

“Le due stazioni esistenti, poste a poche centinaia di metri l’una dall’altra, si troverebbero collegate da un sottopasso, lato ex-FNM, e da un sovrappasso, lato ex-FS. Questo permetterebbe ai viaggiatori uno spostamento veloce e facilitato da una stazione all’altra, rendendo di fatto le due linee una cosa sola, integrata”.

“Dal punto di vista del sistema dei trasporti, non solo comasco ma dell’intero territorio, a Camerlata si incontrerebbero le due linee da e per Milano, quella locale ex-FNM e quella internazionale ex-FS, e la Como-Lecco. Riguardo quest’ultima vogliamo mettere in campo progetti di recupero che farebbero leva sulla nuova Como-Mendrisio-Stabio-Arcisate per realizzare un collegamento diretto tra Varese, Como e Lecco. Questa linea permetterebbe anche di mettere in comunicazione, attraverso il nodo di Merone, tre dei principali quattro centri della nostra provincia: Como, Cantù ed Erba”.

Un asse prealpino che si porrebbe come alternativa all’attuale situazione milanocentrica non più adeguata alle necessità del territorio e dei suoi abitanti.

La nuova spinta al progetto è dovuta anche al fatto che sono stati recuperati i fondi (7,5 milioni) che Regione Lombardia aveva a suo tempo messo a disposizione di RFI ma che si era trovata a dover revocare perché questa non aveva rispettato i tempi previsti dagli accordi. Grazie a questo recupero, è ora possibile proseguire sulla strada del rinnovamento del sistema dei trasporti comasco.

“I cantieri sono previsti in partenza a fine 2015, per arrivare a termine a fine 2016”, ha annunciato Luca Gaffuri.

Camerlata è destinata a diventare la ‘vera’ stazione di Como, quella più importante. Il destino della stazione di S.Giovanni è dunque segnato? Stando alle parole del consigliere regionale, e ai diversi interventi in corso e programmati da parte di RFI sulle strutture della stazione ex-internazionale della città – l’installazione degli ascensori, le nuove scale di collegamento tra binari – e dello stesso Comune di Como – l’infopoint per i turisti – si direbbe di no, anche se ovviamente il suo ruolo non sarebbe più lo stesso. Allo stesso modo, anche la stazione di Como Lago “deve rimanere, la città deve avere uno sbocco diretto sul lago. E poi, è parte di un hub dei trasporti che comprende bus, battelli e funicolare”.

Per quanto riguarda la mobilità interna alla città ed al quartiere, la presidente della Commissione urbanistica, Andrée cesareo, ha voluto sottolineare il nuovo ruolo di Camerlata e della stazione unica in un sistema di ‘mobilità dolce’ basato su piste ciclopedonali, parcheggi per biciclette e bikesharing. Importante, in questa ottica, l’intervento previsto sulla Valmulini, 700 metri di pista ciclopedonale per facilitare il collegamento alternativo tra la convalle e la parte ‘collinare’ della città, a cui si affinacherebbero quelli interni al quartieri – area ex-Trevitex – e verso la Spina Verde. Per un futuro in cui l’uso dell’automobile diventerebbe inutile.

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