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Vino e tecnologia: con Viveat produttore e consumatore sono più vicini

Vino e tecnologia. Un binomio impossibile? Potrebbe sembrare così, dopotutto quello del vino è un mondo intriso di ‘spiritualità’ – e non mi riferisco all’alcool -, di un forte senso di ‘religiosità’ della terra, dei suoi frutti, del lavoro, sempre duro e sempre legato ai capricci del Tempo e della Natura. Quello della tecnologia è invece un mondo fatto di numeri, di grafici – e anche quelli ‘a torta’, nonostante il nome, non hanno nulla di appetitoso! – e formule. Un mondo scevro di quell’anelito poetico che caratterizza, invece, il vino e tutto ciò che gli gira intorno. Eppure..

Eppure proprio da questo binomio – vino e tecnologia – è nata l’idea di Viveat: accorciare la distanza tra il produttore e il consumatore, attraverso un’etichetta digitale posta sulla bottiglia.

Grazie all’utilizzo di qualsiasi smartphone di nuova generazione è possibile ricevere in un attimo tutte le informazioni tecniche, gli abbinamenti, contenuti multimediali interessanti e, in più, servizi quali l’acquisto online in un clic. Grazie ad un codice univoco, inoltre, si ha anche un’immediata garanzia di autenticità – e le notizie di cronaca ci insegnano quanto sia importante essere sicuri di quello che si acquista, la contraffazione alimentare è un mercato mondiale!

Una soluzione semplice per il consumatore, che non deve scaricare alcuna applicazione per usare i servizi Viveat e semplice per le aziende. Queste ultime potranno offrire ai loro clienti contenuti di altissima qualità e multilingue, affrontare con maggiore facilità le sfide dei mercati esteri, avere traccia dei prodotti e dei clienti nel mondo per utilizzare tutti i dati nelle proprie strategie di controllo e campagne di marketing sempre in grado di consultare le interazioni dei loro prodotti in tempo reale.

Viveat è in realtà nata all’insegna di una frase allo stesso tempo semplice e geniale, che racchiude in sé tutto lo spirito dei nostri tempi: «Innovazione è fare cose antiche in un modo nuovo».

Con queste parole in mente, e animato da due grandi passioni solo apparentemente impossibili da coniugare insieme – il vino e la tecnologia – Marcello Gamberale Paoletti e Nicolò Zambello hanno dato vita a Viveat.

Primo passo, un viaggio tra Italia, Europa e Cina per conoscere le moderne vie del vino, dalla produzione all’export in tutto il mondo. È tra gli scaffali di enoteche e wineshops esotici che nasce l’intuizione: ogni prodotto vinicolo è unico e irripetibile ma imbottigliato in una confezione convenzionale, spesso scritta in lingue che il consumatore difficilmente comprende. Come agevolare il racconto di prodotti di eccellenza ai clienti più curiosi, che vorrebbero scegliere il vino più adatto ad ogni momento, sicuri di comprare prodotti garantiti? La risposta viene da una tecnologia oggi più promettente che mai, Near Field Communication o NFC unita al più classico QR code.

Dopo alcuni mesi di accelerazione presso H-FARM a Treviso e presso l’incubatore specializzato sul settore wine 33 Entrepreneurs di Bordeaux in Francia, nel marzo 2015 è stata lanciata la prima versione di un prodotto destinatoa trasformare il mondo del vino.

In perfetta armonia con i temi di Expo 2015 sulla tutela dal consumo e sul racconto delle eccellenze territoriali, Viveat è la nuova frontiera dell’export vinicolo Made in Italy.

One comment on “Vino e tecnologia: con Viveat produttore e consumatore sono più vicini

  1. Antonio Catapano
    March 23, 2015

    Accanto a Viiveat-complimenti!!!- una soluzione ancora più innovativa a tutela del Made in Italy e delle sue pregiate bottiglie di vino. Look at http://www.wenda-it.com.

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