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Expo entra nel mondo dell’Haute Couture

Expo 2015 avanza, e con il grande evento – il più grande a livello mondiale in questo 2015 – avanza anche il dibattito sui grandi temi che stanno alla base dei sei mesi EXPOsiani: come nutrire il pianeta, come non sprecare risorse, nel nome dell’ecosostenibilità, di una maggiore attenzione e un maggiore controllo dei consumi e delle risorse.

Un dibattito che ha ormai permeato praticamente tutti i settori di attività, anche quelli meno (apparentemente) compatibili con le parole d’ordine di Expo. La moda, anzi, l’alta moda, per esempio.

Anche nel mondo dell’haute couture si nota quanto sia profondamente penetrata l’influenza EXPOsiana. I colori, per esempio: il colore nell’haute couture si trasforma in veicolo comunicazionale energetico e visionario. Dà forza e consistenza alla parola, alla descrizione emozionale di un abito, di un tessuto. Quasi un’istantanea di forte impatto emotivo. Numerose le citazioni, i confronti, i rimandi ‘culinari’, anche in ambiti di décor e scenografie. I colori si trasformano, si alterano, sfumano verso le cinquanta sfumature del cibo: dalla cannella al ribes, dal caramello al nero liquirizia, dal rosa ‘fraise’ al bianco panna glacè. Con le maggiori maisons al mondo che si adeguano, fanno proprie queste influenze, le leggono con i loro occhi, le loro sensibilità.

Un esempio? Prendiamo la sfilata ‘à la carte’ per il direttore artistico Guillermo Mariotto. ‘Fusion è fashion’, nel cibo, negli abiti. Ritornano i colori, accostamenti enogastronomici. Come il nero di seppia, il marsala, il verde salvia, il giallo senape o tuorlo d’uovo, acceccante, l’azzurro carta da zucchero, il sesamo e lo zafferano, l’amarena e il gelo d’anguria, il limone meringato, la crème chantilly e la meringa. Richiami e rimandi. Gradevoli, invitanti, da assaporare. Come i gioielli di pane creati da Gianni De Benedittis, del brand futuroRemoto.

Una tendenza, quella di accostare due mondi apparentemente così lontani che nasce sia dall’esigenza di assecondare il tema dell’Expo che dalla continua sponsorizzazione televisiva di programmi dedicati ai fornelli.

Bene lo ha spiegato Stefano Dominella, presidente della Maison Gattinoni, maison che ha scelto di fondere i colori della moda con quelli del cibo. Ed è così che “il verde lime diventa il colore per un abito da sera e arancio e limone diventano i due colori di punta per quest’estate” con tutte le possibili variazioni: “dal giallo girasole all’arancio scorza di mandarino”. Per l’inverno 2016, invece, “i colori saranno viola melanzana e viola prugna. Ma anche verde erba e marrone terreno”.

Una scelta, quella della maison Gattinoni, “nata dal tema dell’Expo e dalla mostra, che sto curando, ‘L’eleganza del cibo’ che tratta proprio il tema della contaminazione tra questi due mondi”. La mostra, che sarà ospitata al Museo dei Fori Imperiali nei Mercati di Traiano dal 19 maggio al primo novembre, prende il via in occasione dell’Expo 2015 per celebrare a Roma il connubio perfetto tra la nutrizione e la maestria sartoriale Made in Italy.

Sono diversi, infatti, gli stilisti che si sono ispirati al cibo: “dagli anni ’70-’80 con Ken Scott a Prada con alcuni stampati del 2009 fino ad arrivare a Moschino che ha realizzato una collezione ispirandosi a McDonalds. È così l’Alta moda, che non è mai scesa in cucina, trae ispirazione dalle materia prime”.

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