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“Expo occasione per guardare il nostro Paese con occhi diversi”

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Il Ministro Dario Franceschini tra l’Assessore alla cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno (a sinistra) e il Commissario straordinario per Expo, Giuseppe Sala, a destra

“Il mondo sta guardando ad Expo, c’è attenzione morbosa per quanto l’Italia e Milano stanno facendo. È l’occasione per riuscire a guardare il nostro Paese con gli occhi di chi viene a visitarlo e vorrebbe viverci, per la sua storia, la sua cultura, il cibo, il design”.

È l’appello che Dario Franceschini, Ministro per la cultura, ha lanciato nei giorni scorsi a Milano, in occasione della presentazione alla stampa della mostra Arts and Food, considerata una specie di ‘prima’ della grande kermesse che sta per aprirsi nella città meneghina. E sul palco del rinnovato Teatro de La Triennale, Franceschini ha parlato a ruota libera di Expo, dell’importanza della manifestazione per l’Italia, per il mondo, del ruolo della cultura e dell’industria culturale, non solo in campo economico.

“Penso ci siano molte ragioni perché Milano abbia molte carte da giocare nei prossimi decenni. Milano è città che non ha solo un grande patrimonio artistico e storico, consegnatoci dalle generazioni passate, ma sa anche guardare al futuro”.

Un futuro che va coltivato, investendo e sviluppando le risorse esistenti, creandone di nuove. E a proposito di questo, il ministro ha voluto aggiungere che “Abbiamo vinto tante battaglie per la conservazione del patrimonio del passato ma non abbiamo saputo sottolineare e sistemare le eccellenze del presente. Abbiamo ancora tempo per portare alla ribalta quanto di eccellente c’è nei nostri giovani talenti. Expo2015 e Triennale sono il segno di questa sfida”.

Cosa significhi, o possa significare, Expo 2015 non solo per Milano ma per l’intera Italia è presto detto. Secondo Franceschini, “Expo mette Milano al centro dei flussi turistici del 2015: bisogna approfittarne, cogliere l’occasione per mettere in evidenza il ruolo di Milano nell’industria culturale, nella cultura, nella formazione dei giovani artisti. Ma dobbiamo fare tutto il possibile per sfruttare l’effetto trainante della manifestazione perché i visitatori proseguano il loro viaggio in Italia, e non solo nelle grandi città d’arte”.

“Il 31 luglio avremo a Milano, per due giorni, i ministri della cultura di tutti i centoquaranta paesi che partecipano a Expo”, l’annuncio finale. “In quei due giorni vogliamo far capire che l’Italia è un paese-guida nella industria della conservazione del patrimonio culturale. Non solo, a vogliamo sottolineare che la cultura è anche una forma di contrasto a quanto sta succedendo nel mondo, con simboli della cultura colpiti proprio per questo loro essere simboli di un pensiero diverso”.

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