Reporting the World Over

News and Comments about Life

Revenge porn: come difendersi e farsi risarcire da un ex che pubblica foto osè

E’ sempre più frequente il caso di relazioni sentimentali che finiscono in modo burrascoso e che sfociano nella pubblicazione – da parte del Lui della coppia, che si sente ‘tradito’ e ‘ferito’ – di immagini osé della donna, odiosa forma di diffamazione nota come revenge porn. Nel mondo altamente connesso e digitalizzato di oggi – ed ancora di più in quello di domani! – è fondamentale conoscere i mezzi e gli strumenti di legge che possono aiutare a difendersi e tutelarsi, proteggendo la propria immagine, la reputazione e la dignità. Come, ce lo spiega la penalista Alessia Sorgato, specializzata in vittimologia e punto di riferimento giuridico della “Casa dei Diritti” del Comune di Milano.

In un caso che ho recentemente concluso,” – spiega l’avvocato Sorgato – “il responsabile della pubblicazione di foto osè della mia cliente è stato condannato ad un anno e dieci mesi di reclusione, senza condizionale, con l’obbligo di rifondere alla vittima 5mila euro. Quanto accaduto è la prova concreta dell’efficienza di un meccanismo articolato, che permette alle vittime di tali degradanti soprusi non solo di interrompere l’attività diffamante del loro carnefice, ma di essere risarcite per quanto subito. Purtroppo anche rispetto a questo tema si ignorano ancora molti aspetti, che possono determinare la ‘passività’ di chi subisce a vantaggio di chi pensa di potersi vendicare in questo modo assolutamente subdolo”.

Cosa significa esattamente ‘revenge porn’?

“E’ la pubblicazione (anche tramite social network) di immagini ritraenti un soggetto in atti sessuali, carpite eventualmente anche con il suo consenso ma diffuse senza la sua autorizzazione, magari accompagnate anche da commenti volgari . È un comportamento adottato da molti stalker, che oltre a perseguitare le loro vittime, le infastidiscono e minacciano diffondendo immagini che le ritraggono realmente (mentre scattate quando la relazione era in essere e la donna consenziente) oppure che appartengono ad altre persone, ma che attribuiscono volontà e intenzioni false alla molestata, per esempio presentandola come prostituta (in tal caso appare il numero di telefono)”.

Quali sanzioni prevede l’ordinamento giuridico italiano per questi comportamenti diffamatori de offensivi?

“In termini giuridici, caricare in internet  un file contenente un’immagine attinente la vita privata di qualcuno è un reato che prevede gravi sanzioni. La V sezione penale della Cassazione, specializzata in questa materia, risponde invariabilmente che condividere un’immagine di terzi, senza autorizzazione della persona ritratta, con altri utenti della rete implica diffonderla ad un numero imprecisato di destinatari, potenzialmente a tutti gli abitanti del pianeta. Se l’immagine stessa, o i contenuti che la accompagnano (commenti, didascalie) sono quindi offensivi – ‘tali da arrecare pregiudizio all’onore, alla reputazione, al decoro della persona medesima’, è al definizione esatta data dalla Cassazione. NdR -, la pubblicazione in rete integra gli estremi del reato di diffamazione secondo l’articolo 595 del codice penale”.

Un’interpretazione, quella della Corte di Cassazione, confermata da diverse sentenze (12 ottobre 2004, n. 42643 e più recentemente sentenza 19 giugno 2008, n. 30664 e 5 novembre 2014, n. 5695). Non solo: in considerazione delle potenzialità diffusive del web, tali da determinare la maggior pubblicità dell’offesa, i giudici giustificano un più severo trattamento sanzionatorio (sentenza 16 gennaio 2015 n. 6785).

“Non è necessario provare che chi ha immesso in rete certi contenuti volesse ingiuriare: è sufficiente che consapevolmente abbia fatto uso di parole ed espressioni socialmente interpretabili come offensive ( sentenza 4 novembre 2014, n. 7715)”, conferma infatti la penalista milanese.

Un consiglio per tutte le donne su come fare fronte a situazioni dle genere?

“Il rimedio è querelare immediatamente, eventualmente contro ignoti: ci penserà la Polizia Postale ad identificare il responsabile”.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

Information

This entry was posted on August 1, 2015 by in notizie, Web/Social media and tagged , , , , , , .
%d bloggers like this: