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Tomasoni formaggi, dove sostenibilità e produttività convivono

tomasoni.jpgProduttività e sostenibilità possono convivere. Ne sono convinti al Caseificio Tomasoni, consolidata realtà produttiva del Veneto, dove i tre fratelli – Moreno, Paola e Nicoletta – hanno messo in campo alcuni progetti di sostenibilità e tutela ambientale, con particolare riguardo alla salvaguardia del territorio.

Sono passati pochi giorni dalla chiusura dell’appuntamento COP21 di Parigi, dove è stato firmato un importante accordo che indica le priorità e gli obiettivi nella lotta al riscaldamento globale e al degrado ambientlae del pianeta. Due sfide che vedono il settore agroalimentare in prima fila nel mettere in atto iniziative di tutela della qualità del suolo, dell’aria e dell’acqua. Senza per questo rinunciare alla qualità del cibo che viene prodotto. Al contrario, “Siamo convinti che qualità voglia dire principalmente particolare attenzione al territorio, dunque sostenibilità. La nostra sfida sta proprio nell’impegnarci quotidianamente nel ridurre al minimo i consumi energetici utilizzati durante tutta la filiera produttiva dei nostri formaggi”, afferma sicuro Moreno Tomasoni.

Lungo i suoi 60 anni di attività, il Caseificio Tomasoni, uno dei principali player italiani nel mercato dei formaggi freschi da tavola, si è sempre contraddistinto per una consolidata tradizione produttiva affiancata ad uno spiccato impegno ‘green’ nella salvaguardia ambientale e nella promozione del benessere degli allevamenti. Ancora di più in questi anni difficili, dal punto di vista ambientale, costellati i grandi problemi per il riscaldamento del pianeta, il degrado del suolo in molte regioni, la deforestazione sempre crescente che conduce alla deforestazione in ampi territori, con conseguente perdita di aree produttive dal punto di vista agroalimentare. Ecco, quindi, che diventa importante, se non vitale, coniugare prouttività e sostenibilità. “Crediamo che la convivenza tra produttività e sostenibilità sia possibile e che deve essere la priorità per il prossimo futuro”, dice ancora Moreno Tomasoni.

Ecco quindi che, nonostante ci si trovi in un periodo di difficile congiuntura economica, il caseificio di Breda di Piave, nel trevigiano, che lavora quotidianamente oltre 400 quintali di latte di qualità proveniente da 28 stalle selezionate della zona, in un raggio di 30-40 km dalla sede, continua ad investire in un percorso verso la sostenibilità della filiera, dagli allevamenti alla produzione.

Tra le varie misure adottate, l’installazione di un impianto di illuminazione con lampade a led, per contenere i consumi energetici. L’impianto è alimentato da 300 metri quadri di pannelli fotovoltaici, posti sul tetto del caseificio, in grado di produrre 70 kw/h di energia. Significa un taglio di oltre 32mila chilogrammi alle emissioni di CO2 e un consumo di 14 tonnellate di petrolio in meno all’anno.

Non è tutto. Una voce importante, nel ciclo produttivo di un caseificio, è quella del consumo di acqua. Quelle utilizzate dal Caseificio Tomasoni durante i processi produttivi, vengono depurate e risanate per poi essere riutilizzate come acque irrigue per i campi circostanti grazie ad un moderno impianto di depurazione biologica a ciclo discontinuo, che permette inoltre di utilizzare i fanghi (derivati dalle acque di lavaggio della produzione) in agricoltura come concime organico. Dal siero di latte rimasto dopo il ciclo di produzione, grazie ad un processo di concentrazione eseguito per quattro volte mediante osmosi, si produce ulteriore acqua che viene recuperata, rigenerata e riutilizzata per il primo risciacquo degli impianti di lavaggio (Chip), in quanto demineralizzata. Il siero, invece,viene polverizzato e destinato alla produzione di ricotta o all’industria alimentare.

I rifiuti che risultano comunque alla fine dell’intero ciclo produttivo e dei vari passaggi di recupero, finiscono in un complesso sistema di compostaggio che permette di minimizzare la produzione di rifiuti.

L’attenzione verso la sostenibilità ambientale per Tomasoni passa anche per il benessere degli allevamenti che avviene mediante una selezione dei fornitori del latte ed un costante controllo dell’effettivo stato di salute e della corretta alimentazione delle mucche, il tutto reso possibile grazie ad una stretta collaborazione con gli allevatori e supportata da scrupolose e quotidiane analisi chimico-microbiologiche della materia prima, il latte.

 

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