Reporting the World Over

News and Comments about Life

Allevatori laziali pronti a scendere in piazza a Natale per salvare le loro stalle

Capture.JPGSenza una disponibilità positiva da parte dell’industria entro pochi giorni, allevatori del Lazio pronti a manifestazioni in piazza durante il periodo di Natale per far sentire la voce degli allevatori e raccontare ai consumatori lo strapotere di certe multinazionali che trasformano i centesimi alla stalla in migliaia di euro di profitto al consumo.

È la ‘minaccia’ lanciata da Coldiretti Viterbo, dopo che il tavolo agroalimentare svoltosi presso la Regione Lazio lo scorso 16 novembre per discutere del prezzo del latte alla stalla si è concluso con un nulla di fatto, l’ennesimo in questa lotta che da mesi – per non dire anni – mette di fronte allevatori, spesso piccoli quando non piccolissimi, e industriali del settore latteo-caseario.

Materia del contendere, il prezzo che le industrie sono disposte a pagare ai produttori, ovvero agli allevatori.

“Dopo la ‘guerra del latte’ condotta dalla Coldiretti nelle scorse settimane in tutta Italia non è accettabile che il prezzo del latte alla stalla resti fermo a 0,34 centesimi a litro in media, mentre i costi di produzione oscillano tra i 0,38 e i 0,41 centesimi litro”, affermano i responsabili di Coldiretti Lazio attraverso la voce del loro Presidente, Mauro Pacifici. Soprattutto a fronte del fatto che al supermercato il consumatore continua a pagare un litro di latte oltre quattro volte il valore alla produzione.

I numerosi incontri e tavoli di discussione organizzati in questi mesi, come quello di metà novembre a cui fanno riferimento nel comunicato e al quale erano presenti l’assessore all’Agricoltura di regione Lazio Sonia Ricci e il dirigente del ministero delle Politiche Agricole Bianchi, le organizzazioni professionali e alcune coop del settore da una parte e, dall’altra, per gli industriali Assolatte e Latte Sano, non hanno mai avuto esito, per la assoluta indisponibilità delle industrie a riconoscere ai produttori di latte parte del guadagno che fanno con il latte delle mucche laziali. Il risultato è che, a causa di un prezzo al di sotto dei costi di produzione di circa il 10%, le stalle laziali ed italiane in genere rischiano la chiusura.

“Secondo noi – ha affermato il direttore della Coldiretti Lazio Mattia – dati e numeri incontestabili sostengono la nostra richiesta di un accordo differenziato che allinei il prezzo del latte alla stalla nel Lazio ai costi di produzione che si registrano sul nostro territorio, come peraltro previsto dalla legge nazionale”.

Per questi motivi la Coldiretti Lazio ha proclamato lo stato di mobilitazione che senza novità condurrà a forme di manifestazioni importanti già a partire dalla notte di Natale.

“Speriamo che non ci sia motivo di andare ancora in piazza quest’anno, ma se non avremmo rassicurazioni certe scenderemo in piazza uniti con tutti gli allevatori la notte di Natale” ha affermato il presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici.

“Abbiamo passato tutto il 2015 a far sentire la nostra voce e se ce ne sarà ancora bisogno non mancheremo di manifestare anche il 25 dicembre” ha infine concluso il direttore di Coldiretti Viterbo Ermanno Mazzetti.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: