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Milano, la Lombardia e il turismo del dopo-Expo

IMG_6484.JPGMilano e l’esperienza di Expo punto di partenza per un nuovo turismo, dotato di una nuova governance, di nuove norme, di risorse certe e puntuali che permettano di mettere in calendario un piano pluriennale di investimenti, ma soprattutto di obiettivi ed idee ben chiare su cosa il turista straniero cerca e vuole nel nostro Paese.

“Expo ha determinato grandi effetti, ha lanciato il turismo nel territorio di ben 15 anni in avanti”, ha detto Carlo Sangalli, Presidente della Camera di Commercio di Milano, nell’introdurre un incontro che ha avuto per tema proprio il dopo-Expo nel turismo, come fare leva sulla grande ed importante eredità che la esposizione mondiale ha lasciato a Milano, alla Lombardia, all’Italia tutta. Partendo da una serie di dati statistici, presentati da Marco Malacrida.

“L’analisi dei dati sui movimenti turistici a Milano ed in Italia nel 2015 evidenzia alcuni fatti interessanti. Il nostro Paese ha segnato la miglior performance in tutta Europa, e Milano ha fatto da traino in tutto questo. La metropoli meneghina ha segnato il 18% in più nell’occupazione delle camere”, ha detto l’ Amministratore delegato di Res Str Global.

Malacrida non ha mancato di togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe, come quando ha fatto notare come “L’analisi mensile testimonia il valore di Expo: l’esposizione ha vinto, nonostante ancora nei primi giorni e nelle prime settimane l’80% del Paese remasse contro, una situazione che ha reso impossibile fare un’adeguata campagna promozionale prima dell’evento. Eppure, Expo ha vinto: i dati parlano chiaro”.

Non tutto è stato bello, non tutto è stato positivo. Al contrario. Ma Malacrida non si è tirato indietro nemmeno in questo caso, non ha voluto perdere l’occasione per far cadere l’ascia su alcuni degli attori del turismo durante il semestre di Expo.

“Non si può tralasciare di indicare i segni negativi di questo 2015. Molti alberghi hanno raddoppiato i prezzi approfittando del richiamo di Expo: un danno di immagine per la città di Milano all’estero, serve una maggiore governance nei confronti degli alberghi”.

Già, l’immagine. Anche Sangalli ha voluto dire la sua a proposito di immagine, affermando con orgoglio che Expo ha originato “non solo migliore attrattività in termini economici, ha modificato immagine Milano all’estero: il NYT ha definito Milano come la top destination al mondo nel 2015, la Reuters ha definito quello di Milano un nuovo Rinascimento, affermando come la nostra città non sia più la brutta sorella di Roma e Firenze”. E in tutto questo, la capitale lombarda è passata da un turismo di tipo business ad un turismo leisure.

E poi, da parte del Presidente della CCIIA milanese, l’invito: “Dobbiamo capitalizzare l’importante successo di Expo. La combinazione tra pubblico e privato è un’esperienza da continuare ed allargare”. Facendo leva anche sull’esperienza di Expo in città che continua.

Come fare tesoro ei sei mesi di Expo per mantenere vivo l’interesse del mondo verso Milano e la Lombardia?

La prima cosa da fare è assicurare e garantire un adeguato sistema normativo e di governance. Per questo, Sangalli ha espresso soddisfazione per la nuova “Legge regionale sul turismo che istituisce regole uguali per tutti coloro che sono attivi nel settore, assegna un ruolo importante alle CCIAA, stabilisce risorse economiche nell’ambito di una programmazione triennale, e che il gettito derivante dalle sanzioni debba essere reinvestito in piani e progetti di sviluppo del turismo”.

Oltre a questo, però, c’è da individuare un identikit del visitatore milanese e una strategia per vincerne il favore. Su questo punto, oltre a Malacrida è intervenuta anche Manuela De Carlo, docente allo IULM, con i risultati di una ricerca condotta dal suo team.

Malacrida, per primo, ha detto come “La lezione di Expo si accompagna a quella del Salone del Mobile. Il mese di aprile, quello tipico della manifestazione, segna un trend continuo di crescita negli ultimi quattro anni. Il modello-salone del mobile è lo stesso usato per Expo, e va replicato anche in altri mesi. Occorre identificare gli spazi in cui sia possibile lanciare iniziative ed offerte di eventi in altri mesi, per dare continuità ai flussi turistici”.

A questo punto, individuato un modello per la strategia vincente, la De Carlo ha fornito le risposte a domande come “Cosa cercano i turisti internazionali a Milano, ed in generale in Italia?

Come si informano, come prenotano?”.

Risulta che in generale prevale il turista fai date, che organizza il proprio viaggio attraverso piattaforme online. Risulta anche che l’esperienza di un viaggio a Milano “è palesemente un successo, visto che il 64% sono repeaters mentre il 96% dice che vorrà tornare un giorno”.

Tra i motivi del ritorno, l’attrattività del mondo musicale e delle arti scenografiche, indicata da ben il 33% degli intervistati. Seguono, a ruota, l’offerta di centri spa e wellness (26%) e l’ambiente naturale (21%). Tra quelli invece negativi, informazioni, i trasporti, il rapporto qualità/prezzo. Nessuna sorpresa.

Per quanto riguarda i punti di maggiore interesse, la ricerca non ha fornito sorprese: ad attirare di più gli stranieri in Lombardia sono i luoghi tradizionali del turismo internazionale dalle nostre parti. Oltre a Milano le mete preferite sono infatti quelle storiche e tradizionali, Bergamo, Pavia, Bellagio, Lecco, Como, il lago in Como in genere, gli altri laghi lombardi. Chiaro come il turista che viene da lontano – anche se quel lontano è a pochi minuti di volo da Malpensa e Linate o Bergamo – cechi quelle cose che costituiscono l’identità del territorio lombardo, vogliono vedere e vivere le cose che dell’Italia, della Lombardia, di Milano e del territorio circostante leggono e sentono dire a casa loro. Non apprezzano certi voli pindarici con l’installazione di opere nuove, al di fuori del carattere di un luogo, di una città, quelle cose che potrebbero trovare ovunque: da noi, vogliono l’Italia, la Lombardia, il Made in Italy e Made by Italians.

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