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Demenze, un Piano nazionale per fronteggiare un trend al rialzo

demeze.jpgIl progressivo invecchiamento della popolazione ha comportato un aumento dei disturbi cognitivo-comportamentali di natura neurodegenerativa, destinati ad acquisire in futuro sempre più rilevanza. Tra le sindromi neuropsichiatriche più comuni vi sono le demenze, i cui numeri sono davvero impressionanti: colpiscono 1,2 milioni di italiani, con una prevalenza del 5-8% tra chi ha più di 65 anni, e, in circa il 15-25% dei casi, possono associarsi a depressione. Nel mondo occidentale il numero di nuovi casi, come conseguenza del complessivo miglioramento delle condizioni di vita e di salute dei cittadini, è in riduzione. Tuttavia, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, l’insieme dei pazienti affetti da demenza costituisce un trend in crescita.

Allo studio, e soprattutto alla diffusione delle conoscenze e delle informazioni necessarie al riconoscimento e alla diagnosi di queste situazioni, è stato dedicato un progetto formativo itinerante promosso dall’Associazione Italiana Psicogeriatria (AIP) con il supporto incondizionato di Angelini. Il progetto, articolato su 13 eventi residenziali in altrettante Regioni, ha coinvolto oltre 650 Medici di Medicina Generale in tutta Italia.

L’obiettivo principale, come detto, la diffusione sul territorio di quanto prevede il Piano Nazionale Demenze, in modo da favorire una gestione appropriata di queste invalidanti patologie, che oltre a colpire 1,2 milioni di italiani comportano costi socio-sanitari per 10-12 miliardi di Euro l’anno. E in questo Piano, un ruolo di particolare importanza viene affidato al Medico di famiglia, figura cruciale all’interno della rete integrata di servizi sul territorio.

Il perché ai medici di famiglia venga riconosciuto un ruolo tanto importante, lo spiega Marco Trabucchi, Presidente di AIP.

La complessità della sfida alle demenze e la loro crescita esponenziale, legata all’aumento dell’aspettativa di vita, rendono necessario strutturare sul territorio interventi assistenziali appropriati e precoci, che richiedono un’adeguata preparazione da parte del personale sanitario”.

Non tutto è ancora oliato alla perfezione, nel meccanismo previsto con il Piano Nazionale Demenze. Lo riconosce anche Renzo Rozzini, Presidente della Sezione Lombardia di AIP, che parte dalla analisi della situazione lombarda per affermare che “La nostra Regione si distingue per l’efficienza del sistema sanitario assistenziale, anche con riferimento alla presa in carico e cura dei pazienti affetti da demenza. Tuttavia, il problema è rilevante e, per far fronte ai bisogni di queste persone, sono ancora necessari numerosi sforzi sotto il profilo scientifico, culturale ed organizzativo. In particolare, molto resta da fare nell’ambito dell’integrazione tra i servizi residenziali e territoriali e quelli sanitari e assistenziali”.

Ma cosa sono, le demenze, e perché viene sottolineato in modo così forte la necessità di contrastarle? La risposta arriva dalla presentazione del progetto formativo di AIP. Dove si legge che “Le demenze sono sindromi cerebrali degenerative che colpiscono la memoria, il pensiero, il comportamento e la capacità di svolgere le attività quotidiane. Il loro carattere progressivo rende necessaria una diagnosi tempestiva, che consenta di attivare interventi farmacologici e psico-sociali volti a rallentare l’evoluzione della malattia e contenerne i disturbi specifici”.

Partendo da queste considerazioni e dalla volontà di combattere la diffidenza – quando non ostracismo – che spesso accompagna tali malattie, il 30 ottobre 2014 è stato approvato l’accordo tra Stato e Regioni sul documento Piano Nazionale Demenze che, puntando a una gestione integrata e multidisciplinare del problema, intende fornire indicazioni strategiche per migliorare e uniformare la qualità dell’assistenza erogata in Italia: dalle terapie specialistiche al sostegno e all’accompagnamento del malato e di si prende cura di loro (in gergo tecnico, i caregiver), durante tutto il percorso di cura. In questo complesso scenario si colloca l’operato del Medico di famiglia, fondamentale per l’applicazione degli obiettivi del Piano, in collaborazione con lo specialista.

Il Piano Nazionale Demenze costituisce il primo tentativo di dare al nostro Paese una guida unitaria per affrontare una priorità mondiale di salute pubblica: è un punto di partenza di grande significato, perché coinvolge gli operatori a tutti i livelli, comunicando ai cittadini un impegno diffuso da parte della comunità”, spiega ancora il Presidente AIP.

Il Piano rappresenta infatti un documento importante perché promuove e migliora gli interventi relativi ai deficit cognitivi sotto il profilo della diagnosi, della terapia, dell’assistenza al malato e del supporto alle famiglie e agli operatori della salute. Inoltre, un’attenzione particolare è dedicata alle misure di politica sanitaria e sociosanitaria, oltre che alla creazione di una rete integrata per le demenze. Tenendo a mente queste finalità, il corso punta a fornire le competenze relative alla gestione dei disturbi del comportamento, al fine di ridurre le difficoltà patite da questi pazienti e di migliorare, al contempo, la loro qualità della vita.


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