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Sciare l’insciabile

img_7995Lorenzo Alesi è un appassionato ed entusiasta professionista dello sci sempre in movimento. Nato ad Ascoli Piceno il 24 Novembre 1974 da una famiglia di Maestri di Sci e Alpinisti, sciare gli è venuto naturale ed è da sempre la sua passione più grande, e la motivazione a spingersi oltre il limite.

Guarda il video dell’intervista

Seguendo la sua filosofia “nulla è insciabile”, Lorenzo è sempre in viaggio per il mondo alla ricerca di nuovi posti in cui sciare, specialmente luoghi dove nessuno ha mai osato sciare prima. Infatti, la sua passione, anzi di più, il suo amore è sciare non solo giù per i canali più inaccessibili, ma anche su qualsiasi altra superficie come roccia, sabbia, erba e perfino la cenere vulcanica. Un’esperienza, quest’ultima, che Lorenzo non esita a definire la migliore che abbia mai avuto, la più indimenticabile, come ci confermerà anche più avanti nell’intervista.

Sembra che tu sia sempre a caccia di neve fresca. Quando hai iniziato a sciare e quando hai capito che la tua passione sarebbe diventata la tua professione?

Avevo tre anni. Mio padre, Istruttore di Sci e Alpinista, mi regalò un paio di sci per Natale e pochi giorni dopo ero già sulle piste. Sia pur inconsciamente, credo di aver sempre saputo che la mia passione un giorno si sarebbe trasformata in un professione”.

Sciatore professionista, freerider, scalatore, esploratore, viaggiatore, storyteller: sono tante le parole e le definizioni che sono state spese per te. Tu, quando ti guardi allo specchio, come ti vedi?

Mi rivedo un po’ in tutte queste definizioni: sono uno sciatore professionista, sempre alla ricerca di nuove avventure e nuovi luoghi dove sciare, ma mi piace condividere queste esperienze attraverso immagini e parole.

Cosa significano per te lo sci e il freeride?

Lo sci ed il freeride sono i migliori modi che conosco per esprimere me stesso, come atleta e come uomo. Essere il primo a fare una linea dove nessuno ha osato provare prima, cavalcare la neve e galleggiare su di essa è una sensazione fantastica che non riesco a descrivere. E’ una questione di conoscenza, abilità e istinto, che mi spinge oltre i miei limiti. In definitiva, uno stile di vita adrenalinico”.

Ognuno di noi esprime diversi stati d’animo sentendosi vivo o apprezzando il momento. Quali sono i momenti in cui ti sei sentito più vivo sugli sci?

La discesa: è un pieno di gioia, emozioni, ricordi, adrenalina, che mi fanno semplicemente sentire vivo. Una sensazione incredibile”.

I tuoi ricordi più belli, momenti in cui ti senti veramente vivo?

Ho collezionato molti momenti memorabili, in diversi luoghi in giro per il mondo. Quello che non dimenticherò mai è quando ho sciato sulla cenere vulcanica dello Stromboli. Molte emozioni hanno attraversato la mia mente, quando ho visto il Mar Mediterraneo in fondo alla discesa. Sciare sulla cenere di un vulcano attivo è stata un’esperienza fantastica. Guardare l’alba o il tramonto, dormire sotto la Via Lattea in luoghi remoti con il mio cane Argo, questi sono sicuramente tra i migliori momenti che posso descrivere”.

L’inverno in Europa è alle porte: progetti che stai pianificando per la prossima stagione?

Mi piacerebbe continuare la mia personale scoperta della cultura sciistica dei Paesi dell’Est Europa. Dopo Bosnia (Sarajevo), Slovacchia e Polonia (Monti Tatra), Georgia e Russia (Caucaso), penso che mi recherò in Kyrgyzstan e nel finale di stagione in Islanda, un luogo davvero magico”.

Come stai preparando i tuoi progetti, segui un tuo speciale programma di allenamento?

Il mio personal trainer e amico Alessandro mi prepara un programma con diverse attività: hiking, arrampicata, corsa, bicicletta, stand up paddling, allenamento in palestra. Seguo questo programma cinque giorni alla settimana, alternando le varie attività, quando non sono in viaggio. Quando vado a sciare per allenarmi sulla tecnica o testare nuovi scarponi e sci faccio un workout solo nel pomeriggio con esercizi di mobilità, stretching, core stability, evitando eventuali sovraccarichi fisici”.

Come ti stai preparando mentalmente?

Il mio personal mental coach Marco mi ha insegnato le tecniche di visualizzazione e quelle sulla gestione dello stress, in modo da mantenere qualsiasi emozione sotto controllo. Inoltre, anche per pochi minuti al giorno, pratico meditazione e yoga”.

La preparazione prima delle discese e la conoscenza specifica della montagna sono due fattori determinanti per la sicurezza nel freeride. Come ti prepari in queste situazioni per divertirti in neve fresca?

Controllo sempre il report valanghe, la scala di rischio e le previsioni meteo. Parlo con gli sciatori locali e le Guide Alpine per conoscere la situazione della neve, le ultime nevicate, le  condizioni del vento e la temperatura. Prima di scendere, osservo la montagna con il binocolo per decidere quale linea scegliere. In ultimo, ma non meno importante, faccio un check del mio Artva, zaino ABS, attacchi degli sci, scarponi, sci e bastoni”.

Lavori insieme alle guide e agli ski patroller?

Generalmente lavoro con le Guide Alpine e passo con loro molto tempo sulla neve. Gli Skipatroller sono figure essenziali, per quanto riguarda la prevenzione (bonifica pendii) e il soccorso”.

In quali situazioni estreme hai bisogno di avere fiducia nel tuo abbigliamento? Che performance richiede un professionista come te all’abbigliamento tecnico?

L’abbigliamento da sci deve essere impermeabile, traspirante, caldo, leggero e comodo. Come i capi di abbigliamento Helly Hansen: la mia seconda pelle, sono fatti per darmi libertà di movimento e protezione allo stesso tempo. Con i capi Helly Hansen posso vivere emozioni in tutte le condizioni atmosferiche, sentendomi sempre protetto e comodo. Come in un guscio protettivo”.


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