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Al passo col futuro: sì, ma come?

al passo col futuro“Fermate il mondo, voglio scendere!” è un’espressione con cui sempre più persone si trovano ad avere a che fare. La vita sembra avere avuto – ed effettivamente è vero – un’accelerazione clamorosa negli ultimi anni. Tanto rapida, che molte delle nostre abitudini mentali faticano a stare al passo con la velocità dei cambiamenti che ci si presentano davanti di giorno in giorno. Anche le piccole e piccolissime cose quotidiane, quelle cose in cui la tecnologia sembrerebbe avere poco o nulla a che fare, stanno assumendo connotati e caratteristiche sempre più tecnologiche. Ecco, quindi, che per molte persone è ormai diventata una questione di pura sopravvivenza, di mantenere la capacità di “vivere” giorno dopo giorno, continuando a fare quelle azioni che consentono non solo di riempire la giornata, ma di dare un vero e proprio senso alla propria esistenza. Perché in un mondo che corre così veloce, gli effetti combinati della diffusione di Internet e della legge di Moore (secondo cui la velocità dell’innovazione accelera esponenzialmente) ci pongono oggi di fronte a un mondo che non siamo più in grado di capire. La domanda che si pone è: “Come possiamo prepararci per sopravvivere al futuro, senza subire contraccolpi devastanti?”.

Di questo tema si sono occupati Joi Ito e Jeff Howe. Il primo, imprenditore, venture capitalist e attivista sociale, è direttore del M.I.T. Media Lab, il laboratorio interdisciplinare di ricerca e progettazione del M.I.T. di Boston fondato da Nicholas Negroponte. È stato CEO di Creative Commons. BusinessWeek lo ha nominato tra le 25 persone più influenti del Web e Foreign Policy lo ha inserito nella lista dei maggiori pensatori mondiali. Il suo intervento è stato tra i più apprezzati durante la tappa milanese del WOBI – World Business Forum, lo scorso novembre. Il secondo è professore di Giornalismo alla Northeastern University. Redattore di Wired, è famoso per aver coniato nel 2006 il termine “crowdsourcing”, neologismo adottato in tutto il mondo per indicare lo sviluppo collettivo di un progetto. E’ stato visiting Scholar al M.I.T.

Nel loro Al passo col futuro i due autori raccontano, in 9 capitoli, numerosi “case histories”, o “casi esemplari”, incredibili, che vanno da ricerche all’avanguardia di studenti del M.I.T. all’approccio filosofico che MIT Media Lab ha verso i diversi gruppi di lavoro, fino alla descrizione di come i ricercatori lavorano nei Laboratori. Nove capitoli che, nelle intenzioni dei due autori, diventano altrettanti “principi guida” utili per sopravvivere agli sviluppi tecnologici liberandoci di quel fastidioso paraocchi, fatto di luoghi comuni, convinzioni e ipotesi, che spesso ci impediscono di vederne i veri sviluppi.

Che sono anche sociali, oltre che economici e politici. In un mondo che non è mai stato tanto complesso complesso e volatile, si è scatenata una forza esplosiva che sta trasformando molti aspetti della nostra società: non solo la vita economica, ma anche quella privata, culturale e sociale. Se gli strumenti della nostra esistenza moderna sono sempre più veloci, economici, di piccole dimensioni, miliardi di persone – sconosciute tra loro e provenienti da tutto il mondo – sono distanti un solo click, un post o un tweet l’uno dall’altro. Cambiamenti di poco conto? Non proprio: la mente umana non è nata per vivere in un mondo fatto più di componenti virtuali che reali.

Joi Ito e Jeff Howe sostengono che simili periodi di cambiamento abbiano sempre avuto vincitori e vinti, e che il nostro futuro si svolgerà con un sistema operativo totalmente nuovo: per dirla in una falsariga del linguaggio tecnico, siamo di fronte alla necessità di apportare una sorta di “aggiornamento” a una versione della vita diversi livelli superiori. Come se da Windows 1 dovessimo passare a Windows 10 tutto in una volta. O, per dirla con parole probabilmente più “umane”, ci troviamo ad affrontare in futuro la cui velocità supera quella del passato: la conseguenza è che è necessario incominciare a pensare in modo diverso. Non basta un nuovo manuale di istruzioni, ma serve un nuovo paradigma cognitivo. L’obiettivo, ambizioso quanto basta, di Ito e Howe con il loro libro.

Nella stesura e nella creazione di “teorie del cambiamento tecnologico” – come recita il sottotitolo di Al passo con il futuro -, Ito e Howe accompagnano le loro idee con esempi concreti del loro lavoro presso il M.I.T., sottolineando come il fatto di vivere in tempi di precarietà, renda fragili le nostre istituzioni più solide, e come semplici e disorganizzati cittadini possano diventare potenti forze politiche.

Questo libro è una sorta di “modello dinamico” che aiuta a ripensare all’approccio di ciascuno di noi verso tutti gli aspetti organizzativi della nostra vita e delle organizzazioni in cui ci muoviamo.

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