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A spasso nel passato industriale di Schio

DSCN2197Amore e passione. Per il proprio lavoro, per la propria terra, e per i luoghi che meglio ne simboleggiano il passato, e forse anche il futuro. Quanto fatto a Schio alla Fabbrica Saccardo è la piena dimostrazione di tutto questo.

Cittadina dell’Alto Vicentino, terza realtà urbana della provincia di Vicenza, Schio ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’industria tessile e laniera in Italia. Un nome per tutti: Lanerossi. Ma accanto allo storico opificio laniero ce n’erano molti altri, di minore notorietà ma certamente importanti, quando non fondamentali, nella filiera che trasformava la lana ed i tessuti in quei capolavori dello stile e del design italiano che tutti conosciamo. La Fabbrica Saccardo era uno di questi opifici.

Fondato allo fine dell’Ottocento (esattamente nel 1892) da Giuseppe Saccardo, l’opificio era uno dei maggiori produttori di spolette e navette per i telai delle fabbriche locali, ma anche di molte parti d’Italia. Un successo che portò la fabbrica a dimensioni di tutto rispetto: oltre 700 erano i suoi dipendenti nei momenti di maggiore attività. Un patrimonio storico che ha rischiato andare perso quando il sito cessò la sua attività, almeno sotto il nome di Saccardo o di Lanerossi, che l’aveva acquisito nel 1972. Ed è a questo punto che entrano in gioco architetti dalla visione ampia, che si impegnano nel recupero di patrimoni di queste dimensioni. Un impegno che, come detto all’inizio, richiede passione e amore.

Se la dimensione produttiva del vecchio sito era già stata recuperata con l’insediamento, a partire dal 1988, di nuove attività nei capannoni che avevano ospitato la Saccardo, mancava ancora un tassello al puzzle; il recupero e la conservazione del patrimonio storico dell’azienda, i suoi macchinari, i suoi prodotti, i documenti. Il rischio era che tutto questo andasse perduto. Magari in parte sostituito, ma comunque perso. L’intervento dello Studio Architettura OFF – Opificio For Future ha puntato proprio su questo, e con grande successo.

L’abbiamo scoperto seguendo le indicazioni del percorso di Archeologia Industriale del Comune di Schio, che segnala, appunto, l’ex fabbrica Saccardo nel suo percorso e lo studio di architetti come referente principale per la visita agli spazi da loro recuperati, arredati con i vecchi macchinari e destinati al nuovo utilizzo per eventi di vario genere, dalle mostre ai matrimoni e alle cerimonie. A farcelo scoprire, questo tesoro di storia dell’industria scledense è Lorena. È bastato suonare il campanello dello studio di architettura, per entrare in in mondo fatto di “cose vecchie” che arrivano dal nostro passato recente per portarci in un futuro che non è troppo lontano. Anzi, che è già presente. Perché il Passato conta, è importante. È la base del Futuro. E grazie all’intervento di Studio Architettura OFF – Opificio For Future, una grossa fetta del passato scledense, veneto, italiano, non è andata persa, ed è lì per noi, perché lo ammiriamo e ne facciamo leva per nuove idee.

Lorena ci guida nell’ampio locale che ospita gli eventi di maggiore dimensione. Alcune macchine – generatori di energia, pannelli e quadri elettrici e di comando per le macchine stesse – testimoniano il passato di questo locale, e ne raccontano anche le storie, storie di operai e ingegneri e tecnici vari che su queste macchine hanno lavorato, hanno anche litigato e discusso, quando qualcosa non andava, si sono prodigato spesi con mille e mille ore di lavoro perché tutto andasse bene. Ci hanno anche lasciato qualche segno, come i piccoli fili di lana che spuntano da una valvola, tipico segno che gli operai lasciavano per indicarsi momenti diversi della lavorazione, tra un turno ed un altro dell’attività della fabbrica. E poi, i mille e mille racconti sulla produzione: gli indicatori di pressione edi misura, che provenivano anche da una fabbrica di Milano e Monza di proprietà della famiglia Olivetti, quella stessa famiglia che di lì a pochi anni, a Ivrea, avrebbe dato vita alla produzione di macchine per l’elaborazione elettronica. Computer, si dice oggi. Due pezzi di storia italica, di ingegno e genio italico, che si incontrano.

Nella piccola sala che funge da archivio, esemplari di spolette e navette della Saccardo. A toccarli, viene spontaneo pensare alle centinaia, migliaia e anche più di persone che su navette come quelle hanno lavorato. Oggetti piccoli, di dimensioni variabili, che hanno accompagnato il lavoro di telai e macchine tessitrici in tutta Italia per decenni. Quanti chilometri di tessuti e lane sono passati per quei piccoli oggetti in legno!

Da parte loro, i nostri amici architetti hanno badato a recuperare anche gli esterni, creando nuovi spazi e dando nuova vita ad altri esistenti. Abbiamo quindi una bellissima piattaforma in legno su diversi livelli, che permette di organizzare eventi di vario genere. E grazie a questa piattaforma, è stato valorizzato anche il ruolo della vecchia ciminiera, una bellissima ciminiera degno esemplare della memoria del complesso industriale.

Insomma, per tutti gli appassionati di archeologia industriale e della storia lavorativa del nostro Paese, non solo di Schio ma dell’Italia intera, Fabbrica Saccardo è un appuntamento immancabile. Consigliato a tutti. Informazioni e dettagli anche dalla pagina Facebook di Fabbrica Saccardo.

 

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