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Le Coincidenze, non il Caso, guidano le nostre vite

A volte le migliori esperienze capitano per caso. Ma il Caso, poi esiste?

Più che dal caso, le nostre vite sembrano guidate dalle Coincidenze. In quale altro modo si potrebbe spiegare partire per una meta, una destinazione, e ritrovarsi in un altro luogo, un’altra meta, un’altra destinazione, e proprio il giorno in cui quella particolare destinazione è aperta e usufruibile? E non una volta soltanto, ma più volte, in più occasioni, in più luoghi.

“Il caso non esiste”, ebbe a dirmi una volta un sacerdote, quasi un eremita, incontrato anche lui per caso – o per coincidenza? – in una parrocchia sperduta in alto nelle valli cuneesi. Arrivammo da lui per un errore, sbagliando strada: bastò prendere la svolta errata, andare a sinistra invece che a destra, o viceversa non ricordo bene, e finimmo per ritrovarci in un luogo assolutamente sperduto, una chiesetta con un camposanto accanto. E nella sacrestia di questa chiesetta antica, un sacerdote che sembrava appartenere alla stessa era geologica delle rocce e delle pietre di cui il piccolo tempio era fatto tanto era vecchio, stava per celebrare la sua messa. Una messa per pochi, pochissimi: compresi noi due, cinque in tutto. Da lì, da quel momento, è nata un’esperienza assolutamente irripetibile – e difatti non poté più essere ripetuta, perché quel vecchio sacerdote, che viveva isolato lassù a quasi duemila metri, con la sola compagnia e assistenza di un giovane sacrestano, sarebbe morto non molto dopo.

“Il caso non esiste”, e parrebbe proprio avesse ragione lui, il vecchio sacerdote eremita. Parti da casa per andare a Biella, e ti ritrovi a Ivrea nell’unico fine settimana in cui è aperto il museo che raccoglie le memorie della Olivetti. Ancora, nell’unico giorno del mese in cui è possibile visitare la piccola chiesa di S.Bernardino, splendido esemplare di architettura e soprattutto arte pittorica piemontese e lombarda tra il 1100 e la fine del 1500. La settimana successiva, riparti per andare a completare la visita di Ivrea – visitandola, ti accorgi che questa cittadina della provincia torinese nasconde molte più cose interessanti di quante le guide turistiche dicano – e poi, all’uscita dell’autostrada, il volante gira a ovest invece che a est e ti ritrovi dall’altra parte del Canavese, a girare tra Torre Canavese, Aglié e Cuorgné, e scoprire splendori artistici e architettonici e rappresentazioni storiche di impagabile fascino: la sequenza di quadri e murales di artisti da tutto il mondo, nel primo paesino; il castello ducale e la villa che appartenne alla famiglia Gozzano, nel secondo; le celebrazioni di re Arduino, con sbandieratori e tamburini, nel terzo.

Certo, in tutti i casi, non solo quelli ricordati ma anche negli altri, tanti che non elenco, le coincidenze ci hanno guidati verso destinazioni e luoghi consoni ai nostri interessi: non certo verso manifestazioni sportive o di becera espressione. Insomma, il Caso non esiste. A guidare le nostre vite, sono le Coincidenze. E quelle, in un certo senso, ce le costruiamo noi. Con i nostri desideri, i nostri interessi, i nostri gusti.

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This entry was posted on May 16, 2017 by in News, notizie and tagged , , , , , , , .
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