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“Alla ricerca dei suoni perduti”, tra le sale e i viali della splendida Villa Carlotta

Le note del Valzer in FA Maggiore di Verdi escono allegre leggiadre, rimbalzano contro le pareti della Galleria di Villa Carlotta, si rincorrono per l’enorme corridoio che unisce le due ali della villa, come giocassero tra di loro e con le persone presenti, radunate intorno al fortepiano a coda Ignace Pleyel, uno strumento che non è solo un sonus faber, ma è un capolavoro in sé, una meravigliosa combinazione di artigianeria, design, stile e naturalmente di capacità di costruire “macchine” in grado di riprodurre suoni e musiche nel modo più entusiasmante. Le mani che corrono lungo la tastiera sono quelle di Luca Schieppati, docente, concertista, organizzatore di eventi musicali, nome e volto – e soprattutto mani – ben conosciute al pubblico concertista di Milano, perché da anni uno dei protagonisti di Piano City. Questa volta, a godere della sua capacità di estrarre suoni dai tasti bianchi e neri, e dalle corde di un fortepiano, è il pubblico lariano accorso all’inaugurazione di “Alla ricerca dei suoni perduti”, nella splendida Villa Carlotta.

DSCN1264“Suoni perduti”. E, fortunatamente, ritrovati. La mostra (qui alcune immagini), che animerà Villa Carlotta fino al 30 luglio prende il via, in effetti, dal ritrovamento di un prezioso carillon nella culla del piccolo duca Giorgio II durante i lavori di restauro della stessa. Da qui, l’idea di far tornare nella Villa le melodie dei più famosi musicisti che hanno frequentato il Lago di Como nei secoli scorsi attraverso antichi strumenti musicali.

DSCN1287Ecco dunque, che nella Galleria e nelle Sale ad essa collegata si possono ammirare alcuni esemplari di fortepiano – non pianoforte, mi raccomando, la distinzione è fondamentale: il “fortepiano” viene prima del “pianoforte”! Insieme a loro, alcune bellissime ed eleganti arpe del Settecento che ricordano la storia di Maria Antonietta, musicista raffinata ed esecutrice di arpa, e quelle dell’Ottocento che riprendono nella decorazione la campagna d’Egitto di Napoleone. Non mancheranno i salteri, strumenti rari per la loro soavità, utilizzati per accompagnare le danze e spesso rappresentati accanto agli angeli nelle decorazioni.

Gli strumenti fanno parte della collezione di Fernanda Giulini, e la mostra è un alto esempio del connubio tra arte e musica, per la preziosa manifattura degli strumenti musicali e le opere d’arte presenti nelle collezioni di Villa Carlotta.

Il Lario ha un grande legame con la musica: la sua bellezza ha ispirato alcuni dei maggiori compositori di ogni tempo, che sulle sponde di questo lago, contemplandone i colori dell’acqua e del cielo, hanno scritto alcuni dei capolavori di quest’arte. Verdi, Rossini, Bellini, Liszt e molti altri ancora, sono tutti transitati, per periodi più o meno lunghi, su questo lago.

DSCN1272Completano la mostra, introvabili messali romani con testi dedicati al canto liturgico.

Per vivere al meglio l’esperienza, le sale saranno animate dai suoni di tutti gli strumenti esposti, e in due particolari giornate, il 1° e il 23 luglio, in cui gli strumenti riprenderanno vita con l’esecuzione dal vivo di musiche d’epoca.

Villa Carlotta è anche giardino botanico, uno dei maggiori e più noti al mondo. Ecco, dunque, che dal 24 giugno fino al 30 luglio entrerà in scena “Botanica della musica”: alberi, liuteria e suoni armonici, dalle piante d’origine agli strumenti musicali. La mostra, in collaborazione con l’Orto Botanico di Bergamo Lorenzo Rota, pone in evidenza le relazioni tra la botanica e la musica, prendendo come riferimento gli alberi e gli arbusti degli strumenti ad arco e a pizzico della tradizione occidentale. L’accento è posto sugli organismi vegetali di cui ricordiamo la provenienza, l’ambiente di crescita, lo status di conservazione, la tassonomia, la loro importanza in liuteria.

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